E alla fine i filosofi
Sembra che il
mitico Ludwig Wittgenstein amasse rilassarsi leggendo gialli. In effetti a giudicare dalla sua foto, un po' stressato sembra!
Se pensate di mettervi a “leggere” questo libro per relax siete in errore: è un libro tosto da studiare. Per cui non state per svagarvi con (per dirla alla Umberto Eco) “una passeggiata nei boschi narrativi” della letteratura gialla, dovrete scalare almeno il mitico Monviso della Paramount. Ho subito chiamato in causa Eco non tanto perché partecipa con una prefazione, ma per il fatto che Giovannoli è un bravo allievo del maestro, ma vi assicuro che Il segno dei tre (pur difficile) è un sentiero più agevole.
Se pensate di mettervi a “leggere” questo libro per relax siete in errore: è un libro tosto da studiare. Per cui non state per svagarvi con (per dirla alla Umberto Eco) “una passeggiata nei boschi narrativi” della letteratura gialla, dovrete scalare almeno il mitico Monviso della Paramount. Ho subito chiamato in causa Eco non tanto perché partecipa con una prefazione, ma per il fatto che Giovannoli è un bravo allievo del maestro, ma vi assicuro che Il segno dei tre (pur difficile) è un sentiero più agevole.
L’autore prende il
via da un assioma: “il poliziesco è anzitutto una rappresentazione del
mondo e, di conseguenza, deriva da una concezione del mondo”. Si parte
da Sherlock Holmes (se no uno che se l’è scelto a fare Eco come maestro?),
appunto, il detective razionalista. Nel suo
modo di procedere Giovannoli individua gli elementi di una fedeltà ossessiva ai maestri della logica secentesca,
primi fra tutti Leibniz e Cartesio. A ogni causa, in questa prospettiva,
corrisponde un unico effetto: tutto sta a individuarlo con esattezza, dopo di
che anche il più intricato degli enigmi si risolve da solo. Logica da giallo
classico (meno male che dopo son venuti Hammett e Chandler!).
È il processo di
semplificazione ad altri maestri del poliziesco classico, da
S.S. Van Dine ad Agatha Christie. Ma se l’effetto, e cioè l’indizio, fosse
intenzionalmente falsificato? Il dubbio, introdotto tra gli altri da Maurice
Leblanc (l’inventore del ladro gentiluomo Arsène Lupin), prelude alla svolta
"esistenzialista" che permette a Giovannoli di rintracciare puntuali
consonanze fra l’opera di Martin Heidegger e le tormentate invenzioni di un narratore
come Cornell Woolrich. Un accrescimento di complessità al quale corrisponde una
diversa percezione dello spazio - sempre più incerto e contraddittorio -
all’interno del quale si svolgono le avventure degli antieroi cari a Dashiell
Hammett e a Raymond Chandler.
Come avrete capito, chi legge si ritrova in mezzo a tutta una serie di personaggi e
scrittori del giallo (inteso in senso lato) come Holmes (soprattutto), Philo
Vance, Chesterton, Poe, la ZiaAgatha, ecc…(e fin qui tutto bene), e in mezzo ad
una serie di filosofi come Wittgenstein, Cartesio, Leibniz, Peirce, Popper,
Heidigger, ecc. (e ora va un po’ peggio). Appena il lettore comune arriva alla
differenza di concetto fra deduzione, induzione e abduzione può avvertire un blocco
allo stomaco. Forse si riprenderà in seguito, forse, davanti
al “paradosso del mentitore” sdoganato da La settimana enigmistica. Non tutti però
amano i paradossi. Soprattutto coloro che si son bloccati cercando di capire come
una stupida tartaruga non potesse essere raggiunta dal piè veloce Achille. In compenso riusciranno a capire subito la differenza fra l’indagine deduttiva
indiziaria (senza fare tanto i sofistici) di Holmes e quella psicologica di
Philo Vance. Per quest’ultimo gli indizi psicologici sono preferibili a quelli
materiali perché prodotti “inconsciamente” dal criminale “il quale ha su di
essi una capacità di controllo molto inferiore rispetto a quella che può avere
sugli indizi materiali”. Preceduto, in un certo senso, da padre Brown di
Chesterton. Maigret andrà oltre cercando di identificarsi non solo con il
criminale ma anche immergendosi nell’atmosfera dei luoghi in cui ha vissuto.
Confortato da questo piccolo successo si potrà
dedicare a "corpo morto" a l’hard boiled; Hammett e Chandler sono
più potabili.
Ma la goduria dura poco: ecco in agguato lo
studio dei crittogrammi, il gotico razionalista, il mystery psicopatologico, lo
spazio razionale e irrazionale, la topografia poliziesca e altre prelibatezze, da
palati fini e stomaci di ferro.
Per gli addetti ai lavori (autori ed editor) un
tomo fondamentale per capire come si fa a non essere pedanti, mica cosa da poco!




0 commenti:
Posta un commento