La psicologia dell’ 87° distretto
(postilla)
Ieri
seguendo una inverted reading (forse
non di dice proprio così, ma ero partito dal tenente Colombo!) ho finito di leggere il saggio a più mani Psicoanalisi
in giallo. Aveva lasciato per ultimo il primo saggio perché si basava
sui romanzi di Ed McBain (87° distretto)
che avevo letto tanto tempo fa e volevo prima rinfrescarmi la memoria. L’autore
è Fulvio Mazzacane medico specialista in Psichiatria con un palmares da
bacheca. Tanto di cappello alle sue osservazioni sullo hard boiled e alla sua scelta di riferimenti testuali e letterari.
Premetto
che non ho mai particolarmente amato McBain. Me l’ha fatto conoscere Akira Kurosawa col suo film Anatomia di un rapimento ( tratto da
Due
colpi in uno di McBain).
Veder
usare quelli dell’87° per spiegare clinica e terapia psicoanalitica, mi ha
sorpreso non poco, ma ero disposto a ricredermi. Del resto Ed McBain è autore straniante:
l’87° non esiste, la "città" è New York ruotata di 90°, non c’è un personaggio fisso, e la filosofia di fondo è:
“ Ti piacciono le topaiae? I Bassifondi?”
“Sì, mi piacciono. Li odio perché generano delitti e
violenze. Mi piacciono perché sono vivi.” (McBain, 1960)
Nei
romanzi dell’87°, siamo nell’hard boiled (secondo me un po' di maniera, Chandler e Hammett - ma anche Spillane - sono ben altra cosa!) ci sono alcuni aspetti che hanno (secondo gli esperti clinici) valenza psicanalitica.
Li riassumo per punti e non giudico, non ne sono in grado! Sicuramente i lettori potranno farlo meglio di me:
1.
il
crimine è la normalità quotidiana, ogni giorno bisogna prenderne coscienza (principio di realtà);
2.
il gruppo degli investigatori è il
protagonista "conglomerato" (analisi sistemica?);
3.
Steve
Carella è un leader, un esempio di riferimento, ma fino a un certo punto;
4.
Carella
ha però imparato molto dall’esperienza;
5.
Ollie
Weeks, anche di più, infatti è quello che nell’evolversi delle vicende subisce maggiori
mutamenti di carattere e di comportamento;
6.
il
mondo, là fuori, è la città (la realtà), immutabile coi suoi "casini";
7.
non
si ha la pretesa di cambiare il mondo, il detective (l’analista) cerca solo di
non farsi cambiare troppo.
E con questo ho finito.



Al contrario di te io ho amato molto Mc Bain, perché ho amato molto l'87° Distretto. Ho amato Carella e la moglie sordomuta e tutti i poliziotti dell'87°. Non mi piacciono i detective e i poliziotti sopra le righe, preferisco una "tranquilla" normalità criminale. Sì, lo so, è un ossimoro, ma credo renda l'idea. Mi piace l'atmosfera del distretto, con le scrivanie sgangherate, le tazze di caffè lasciate raffreddare e la vita privata dei poliziotti, che prosegue durante le indagini, nel modo più familiare possibile. Sarà che mi piacciono i personaggi seriali, che puoi seguire da un libro all'altro come fossero vecchi amici.
RispondiEliminaE con questo ho finito anch'io.
Io amo l'87° (come puoi veder sulla recensione), qui mi riferisco al saggio di Ferro. Grazie
RispondiEliminaHo frainteso quello che hai scritto attribuendo a te, quello che era un pensiero del nostro psicologo. Chiedo venia.
RispondiEliminaDi che? Grazie! Ciao.
RispondiEliminaA prescindere dai gusti (chi non ama l'87° distretto?) trovo questa analisi molto interessante. Si adatta molto ai serial televisivi americani (Criminal Mind, C.S.I., Senza traccia, ecc.), dove in effetti il crimine è il principio di realtà, innegabile, quotidiano, invincibile; il team di investigatori è molto unito, ma c'è sempre un leader, uno che ha più carisma sia sugli altri investigatori che sul pubblico.
RispondiEliminaLa città, i quartieri, i sobborghi (la realtà) è sempre la stessa, l'unica cosa che si può fare è sperare che i crimini non siano troppi.
La domanda che più ricorre tra gli investigatori, soprattutto tra i più giovani, è: Ma ci si può abituare a tutto questo?
Cara Cinzia, conosco personalmente degli sbirri (amici nati dalla comune passione per i gialli) e ti posso assicurare che il loro atteggiamento è quello del medico: "ci si può abituare al clima dell'ospedale?". Non faccio altri commenti. Ciao e grazie
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