lunedì 8 giugno 2020

Lo specchio giallo (VI)

SOCIOPOLITICA E GIALLO

dentro e fuori lo specchio

riflessioni molto serie sul "genere giallo"
(libero sviluppo da una nota di Giorgio Galli)


Parte VI 


Si è detto all'inizio che la letteratura è specchio della società reale. Alice quando attraversa lo specchi s'insinua nel mondo della fantasia.
Insieme al suffragio le donne si pongono stabilmente al di quà dello specchio e grazie a questo riposizionamento ottengono la visibilità nella letteratura di genere giallo specchio della società!
Senza che nessuno lo noti il 1928 apre la porta agli sviluppi del genere giallo. Ma tutto accade l'anno dopo.


Nel 1929, ricordato dalla "Storia" soprattutto per la Grande Crisi economica, si registrano importanti eventi per la letteratura di genere giallo. Nascono personaggi che, posti dall'altra parte dello specchio,  evidenziano con solenne leggerezza la stretta connessione-contraddizione tra l'affermarsi del grande detective razionale e l'irrazionalità dell'anarchia capitalista.



Dashiell Hammett ci incanta con Sam Spade. Ma non solo: un fantasma comincia ad aggirarsi tra le pagine: la Dark Lady! Sarà soprattutto il film, qualche anno dopo a mostrarla grazie alla magistrale interpretazione di Mary Astor.


Il misogino Hammet aveva così caratterizzato  le donne che entrano ad essere padrone della scena! John Huston va oltre, ma come si vedrà c'erano nell'aria venti di guerra e Huston ricordava alcuni effetti della Prima Guerra mondiale: era convinto che ci sarebbero stati altri simili fenomeni sull'assunzione di ruolo da parte delle donne.



Geroges Simenon fa indagare a Parigi un provinciale tosto e assai acuto: il commissario Maigret. Paradossalmente, ma non troppo, la Città Lumière risulterà presto troppo stretta per il commissario che, spesso e molto volentieri, si troverà a risolvere casi in provincia!



Agatha Christie irrobustisce (già l'aveva usata in alcuni racconti) e lancia con un romazo il personaggio di Miss Jane Marple. Lo spessore di Miss Marple detective, qualunque cosa ne pensiono i critici, è molto più interessante, moderno e psicologicamente articolato di quello di Hercule Poirot, troppo legato al passato clima Vittoriano. Poirot è infatti demodé!


S.S. Van Dine con L'enigma dell'alfiere (subito catturato dai Gialli Mondadori) ottiene un grande successo col suo Philo Vance fino ad allora non troppo apprezzato. Il tocco di snobismo dandy di Philo non basta però a toglierlo dalle paludi logiche del giallo classico: in USA stanno arrivando   Philip Marlowe e Nero Wolfe (per non parlare di Archie Goodwin il narratore in ironico stile hard boiled!).

Ma nel 1929 ancora non tutto va nella direzione del cambiamento Ellery Queen pubblica La Poltrona n.30 e Mignon G. Eberhart La stanza n. 18. Il giallo classico è duro a morire e Arnoldo  Mondadori docet!!

Gli anni a seguire sono quelli della vitalità dei sistemi democratico rappresentativi dei grandi paesi dell'Occidente (Inghilterra, Stati Uniti e Francia), che resistono e poi reagiscono alla pressione dei fascismi vittoriosi in Italia, Germania e Spagna.


Il modello, all'inizio, rimane l'Inghilterra di Sherlock Holmes, ma, come vedremo nel capitolo seguente, Sam Spade, col suo falcone "fatto della materia di cui son fatti i sogni" aveva aperto una breccia.




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