domenica 13 ottobre 2019

Carta e pellicola (I-appendice)


Romanzi gialli al cinema
influenze della letteratura
sui film gialli e noir
Parte I-appendice
Prima di continuare sarà bene fare una breve riflessione su quali sono gli autori di genere giallo e noir che maggiormente hanno influenzato la produzione cinematografica. Non è una classifica completa. E' solo un estratto per capire quanto il cinema debba agli autori letterari.



Classifica autori per numero di film tratti dai loro romanzi 

Georges Simenon: 35
Agatha Christie: 24
Cornell Woolrich: 20
Conan Doyle: 15
James M. Cain: 13
Patricia Highsmith: 12
Raymond Chandler: 8
David Goodis: 7
Dashiell Hammet: 7
Friedrich Duerremat: 4
James Ellroy: 4

sabato 5 ottobre 2019

Rocco alla 3 stagione

Rocco e i suoi fardelli
Terza stagione (ma nevica sempre!) della serie 
in cui indaga il vice questore ideato da Antonio Manzini



E' bastata la prima puntata della terza stagione a confermare che Rocco Schiavone, rispetto a Imma Tataranni, è "altra roba".
Un Rocco piegato sotto i propri fardelli esistenziali, ma sempre acuto e sagace.
Giallini veste il personaggio meglio del suo loden in cui si vede un tantino a disagio.
Puntata di raccordo con trama minore, ma che è servita a riannodare tutti i fili.
Un produzione Rai di tutto rispetto che può confrontarsi con quelle di HBO (sontuose ma di maniera) o di Netflix (ormai fotocopia di se stesse!).
I personaggi minori stanno perdendo l'eccesso di macchiettismo e acquistano respiro e  credibilità.
Da seguire.

venerdì 4 ottobre 2019

Carta e pellicola (I)


Romanzi gialli al cinema
influenze della letteratura
sui film gialli e noir
Parte I 


Introduzione

Antefatti
Da tempo ormai, durante le presentazioni di romanzi gialli (anche i miei) rincorre  assillante una domanda: “Se ci si basa su bel romanzo, com'è possibile fare un brutto  film?”.   Dilemma simile a quello dell’uovo e della gallina, per il postulante di turno: ti guarda con gli occhi pieni di vuoto sussiego! Limpidi e così acuti che al confronto la gallina del Mulino Bianco (quella di Banderas) sembra un Einstein.
Una risposta circostanziata che spiegasse i diversi stilemi delle due arti non sarebbe capita. Scelgo sempre la strada divulgativa e credo che le mie risposte siano esaurienti (un po' meno quelle di alcuni miei amici sedicenti giallisti, ma non farò nomi!). 


Per trovare una conoscenza condivisibile ho scelto, e ripetuto la scelta: Rambo primo sangue, da cui il film Rambo. Da un libro, direi banale, a un film capolavoro nel suo genere!
Credo  che i "portatori di domanda sciocca" non mi abbiano  mai capito lo stesso. "Forse neanche il pubblico?", mi chiedo, pensando a un possibile contagio. Una dannazione a cui non credo (son pessimista!) di porre rimedio con le riflessioni che seguono, ma il senso del dovere mi chiama.
Vi avverto: non seguirò criteri cronologici, non seguirò classificazioni di genere, di specie, di colore o di geopolitica... Andrò a rampazzo: per autore, per date, per genere,  per "che ne so?".

1. Un autore troppo presto dimenticato: David Goodis

Cominciamo con Dark Passage il romanzo  di David Goodis uscito nel 1946.
Vincent Parry, erroneamente condannato per l'omicidio di sua moglie, fugge dalla prigione e viene accolto da Irene Jansen, una ricca ragazza dell'alta società e artista che già s'era interessata al suo caso, per questo  s'impegna ad aiutarlo a cancellare il suo nome.

Aiutato da un amico tassista, Parry si era procurato una nuova faccia da un chirurgo plastico: questo gli permette di eludere le autorità e infine, dopo vicende cariche di tensione, di trovare il vero assassino di sua moglie.
Il romanzo non è particolarmente avvincente, anche se la trama coinvolge il lettore
Il film, per la critica, risulta invece un capolavoro.   La fuga (1947) è interpretato da un grande Humphrey Bogart e da una stupenda Lauren Bacall.  Anche il pubblico ne rimane colpito. Nelle sale  ha un grande successo. Piace, affascina, coinvolge e  intriga.

In inglese ha lo stesso titolo del libro. Un bel romanzo, ma il film è veramente "altra roba"!

Intriga il fatto che per mezzora Bogart non si vede pur essendo sempre in scena. poi lo si vede con la faccia fasciata. La cosa fa parlare.
Una sera del 1946 (o era il '47?), così mi hanno raccontato amici francesi che sanno, a un caffè della Rive Gauche ci sono Nino Frank, Jean-Pierre Chartier e Raymonde Borde (non è vero che ci fosse Etienne Chaumenton, aveva altre frequentazioni, ma poi fu d'accordo). Borde, a proposito del film, disse: "Bellissimo, quasi una categoria eterna dello spirito senza confini cronologici". " Oui, un noir tres beau!" gli fece eco Chartier. E così nacque il termine noir! Diventarono noir anche i romanzi hard boiled, meno male che noi s'erano già dipinte le copertine tutte di giallo.

David Goodis non molla! Grazie al film Dark Passage tratto dal suo libro omonimo, aveva interessato i francesi nell'immediato dopoguerra, contribuendo così a definire il "noir". 


Dieci anni dopo torna a influenzare il cinema col suo romanzo Nightfall, in Italia Il buio nel cervello. Inutile trovare una ratio ai titoli imposti dai distributori italiani! Ma è bene ricordare che a questa trama si sono malamente ispirati vari autori.


Ecco la trama. L'artista James Vanning (Aldo Ray) e il suo amico, il dottor Edward Gurston, in vacanza in Wyoming per una battuta di caccia e pesca,  si imbattono in due sconosciuti con l'auto in panne. 


I due, John e Red, sono in realtà due rapinatori in fuga con un bottino di ben 350.000 dollari frutto di una rapina in banca. E' l'inizio di un thriller!





In questo caso non c'è molta disparità tra il romanzo e il film. Ordinato e ben scritto il libro. Rigoroso e ordinato il film... senza lampi, ma con qualche luce.

( I -segue)