lunedì 19 giugno 2017

Il Gufo Giallo (108)



Il gufo giallo
recensioni di romanzi gialli
 Giudizio 10



La rete di protezione 
  di  Andrea Camilleri
Sellerio

 

 

 

Un Montalbano riflessivo e un Catarella pacato

 

(SPOILER!) E' il primo romanzo che Camilleri detta (lo confessa lui con una certa malinconia... ho provato tristezza: scrivo, so cosa può volere dire). Lo scoperto dopo aver terminato la lettura, solo allora ho capito perché quest'ultimo capitolo di Montalbano mi fosse apparso diverso.

Un Montalbano molto riflessivo, attento ai cambiamenti, sensibile ai problemi degli adolescenti e bravo a valorizzare le doti nascoste di Catarella. Un romanzo che trovo più spontaneo e diretto dei precedenti.

Il Maestro affronta, all'età di 92 anni, i temi e i problemi del Web! E con eccellente e rara maestria li spiega ai lettori. Confesso che mi ha stupito e incantato. Parla di Facebook, Twitter, connessioni, account e altro come si trattasse di pasta 'ncasciata o polpetti marinati. Come sa fare Adelina, la cuoca sopraffina di Salvo, te li rende saporiti e leggeri... digeribili insomma.

L'idea di usare Anonymous può sembrare  poco originale, ma mi sembra ben giocata. Funzionale alla storia.

Del giallo non dirò nulla, non è quello il succo del romanzo e poi di un giallo non si deve mai dire nulla.

Ne consiglio la lettura a tutti quelli che amano Montalbano, a coloro che non sanno niente della Rete e di Internet e pure a coloro che, come me,  ne sanno. Si divertiranno scoprendo nuove dimensioni.

Un piccolo grande romanzo che conferma la maestria dell'autore nell'esser affabulatore. Dettando gli riesce anche meglio. Trame sottili, ma tessute con filo di seta. Sottili, apparentemenete delicate e invece robuste, tali da sostenere infinite annotazioni, mai banali.

 

voto ****1/2/5

 

mercoledì 7 giugno 2017

Turismo in noir, postilla


Città in noir
POSTILLA
da Los Angeles a Palermo

Un giro turistico dalla costa del pacifico alle  città italiane
in cui sono ambientate storie gialle o noir
(0 - 00)


Una precisazione.
Turisti nelle citta del noir, non  sulle tracce dei detective turisti!

Il mio giro è solo mirato alla ricerca dei  luoghi classici del giallo, del noir e del thriller. Non intendo seguire le tracce di Charlie Chan o di Hercule Poirot, loro, come altri detective, sono turisti coatti! 
Chan, da Honolulu va a Los Angeles:
e poi a San Francisco:
ed anche a  New York:

Ma anche in Europa, a Londra:
Non si fa mancare niente, va anche a Parigi:

Hercule, non è da meno, è anche lui un gran girellone!
Aleppo e Istanbul:
O in Egitto:
E in un amena isola nel sud del mediterraneo:
Il giallo turistico era dettato dal marketing. Molto di moda tra gli anni '30 e i '50. La Sellerio, anche se si limita a racconti, lo pratica ancora oggi, nelle vacanze e nelle "feste comandate": Ferragosto, Natale, Pasqua, Capodanno e Carnevale. Evitateli!

martedì 6 giugno 2017

Musiche di nostalgia (XVIII)


Note nostalgiche

"Sandokan, Sandokan  ...

Più crudele è la guerra

e l'uomo sa cos'è la guerra ..."

(XVIII)


Calvi si nasce e poi, dopo un po', lo si diventa! Per consolarsi d'aver perso i capelli è concesso un dolce lecca-lecca!




Antipatico, violento (il suo modello è Clint-Callaghan), finto e poco fascinoso... ma tante, tantissime puntate.


Kojak ( "Il tenente Kojak" ) è una serie TV statunitense. Fu trasmessa, per la prima volta, pervicacemente (bassi, bassimi ascolti), in 118 episodi  nel corso di 5 stagioni dal '73 al '78. Qualcuno la ricorda con tenero, nostalgico affetto ...
(XVIII segue) 

lunedì 5 giugno 2017

Seriali in TV (1-6)

 

Indagini seriali in TV
Serie gialle, noir e thriller della TV
(1-6)
Kojak

 
Kojak (anche nota come Il tenente Kojak) è una serie TV statunitense. Fu trasmessa, per la prima volta, pervicacemente (bassi ascolti), in 118 episodi  nel corso di 5 stagioni dal '73 al '78.   La serie fu preceduta da un film TV, trasmesso l'8 marzo 1973: Tenente Kojak il caso Nelson è suo (The Marcus Nelson Murders il titolo originale da cui il ridicolo Callaghaniano), inserito poi come episodio pilota nella prima stagione.

È una serie giallo-poliziesca incentrata sui casi affrontati dal poco fascinoso tenente Theo Kojak, investigatore di polizia del tredicesimo distretto di Manhattn.   Nel 1999 TV Guide classificò Theo Kojak al 18º posto nella classifica dei 50 più grandi personaggi televisivi di tutti i tempi. I telespettatori, meno sensibili e poco prezzolati, lo classificarono a posizioni molto, molto più in basso.


Trama

Theodore Kojak, detto Theo, è un duro, incorruttibile, calvo tenente greco americano dall'eleganza greve (gessati a gogò) tipica di un rozzo immigrato dal Mediterraneo: lo si capisce anche dall'orribile cappellino. 
Ufficiale della polizia dell'undicesimo distretto di Manhattan con la passione per i lecca-lecca alla ciliegia (ma anche altri gusti). Kojak è ostinato e tenace nelle indagini, mostra spesso un forte spirito cinico, assieme alla tendenza ad andare oltre le regole, se ciò può portare un criminale di fronte alla giustizia.


Savalas descrisse il suo personaggio come un uomo dal "carattere fondamentalmente onesto, duro ma con i sentimenti, il tipo di ragazzo che avrebbe preso a calci una prostituta se avesse dovuto, ma entrambi si sarebbero compresi a vicenda perché magari erano cresciuti nello stesso quartiere". Il suo atteggiamento sprezzante e spregiudicato, soprattutto nei confronti dei criminali da perseguire (un clone, come il titolo dell'episodio pilota, del Callaghan di Clint!), era   dal pubblico televisivo dell'epoca con poca "simpatia", al punto che il celebre mensile satirico MAD Magazine gli dedicò, a ragion veduta, un articolo intitolato Kojerk.Poteva infierire di più, non lo fece.


Il suo supervisore è il capitano Frank McNeil. In seguito, nel corso della serie, McNeil viene promosso a capo dei detective di Manhattan. Kojak è il capitano di una squadra di detective di South Manhattan. La sua squadra comprende il giovane detective Bobby Crocker, il detective Stavros (interpretato dal fratello di Telly Savalas, Georges Savalas, che originariamente utilizzò il nome "Demosthenes" (nei crediti) e i detective Saperstein (Mark Rusel)) e Rizzo (Vince Conti). Anche se la serie si concentra principalmente sul lavoro di polizia di Kojak, di tanto in tanto alcune sottotrame coinvolgono altre aree della vita del personaggio, come nel primo episodio Knockover, in cui Kojak intraprende una relazione romantica con una donna ufficiale di polizia molto più giovane. La serie si concluse nel 1978, dopo cinque stagioni, a causa dei bassi ascolti.

Come spesso accade nelle serie TV, camei o Guest role di attori famosi. "Il brutto" di Sergio Leone in questa scemna.
Anni dopo la conclusione della serie, Savalas riprese il personaggio in due film per la televisione, Assassino a piede libero (Kojak: The Belarus File del 1985),   un adattamento del romanzo di John Loftus The Belarus Secret, e Kojak: le scatole cinesi (Kojak: The Price of Justice del 1987), basato sul di romanzo di Dorothy Uhnak  The Investigation. Due ciofeche inenarrabili. Tra l'89 e il '90, Kojak tornò in televisione in cinque film per la TV di due ore che andarono in onda sulla ABC, a rotazione con tre altre serie come parte della serie ABC Mystery Movie. In questa sorta di revival, Kojak non è più un tenente al comando di una squadra di detective ma viene promosso ispettore e messo a capo di una sezione del NYPD.

Il lecca-lecca

Nei primi episodi della serie, Kojak viene spesso visto fumare sigarette. Dato che le pubblicità delle sigarette erano state bandite dalla televisione americana nel 1971 e la lotta contro il fumo cominciò a diventare comune nei primi anni '70, Kojak inizia ad usare lecca-lecca come sostituti alle sigarette.



Il lecca-lecca fa il suo debutto nell'ottavo episodio della prima stagione, Dark Sunday, andato in onda il 12 dicembre 1973: Kojak accende una sigaretta mentre inizia ad interrogare un testimone ma ci ripensa e si infila un lecca-lecca in bocca (un Tootsie Pop). In seguito, nello stesso episodio, il detective Crocker gli chiede del lecca-lecca e Kojak risponde: "Sto cercando di colmare il divario generazionale". Il lecca-lecca divenne un marchio di fabbrica del personaggio, ma contrariamente alla credenza popolare era solo un parziale sostituto per le sigarette e Kojak non ha mai smesso di fumare.



Romanzi illeggibili,  chi (come me) ama l'87° distretto è meglio che legga i Promessi Sposi. Una produzione TV d'impegno, ma non d'impatto emotivo. Il pubblico la seguì poco, presto addirittura se ne stancò. Personalmente l'ho sempre trovata noiosa o risaputa, inoltre odio le caramelle e i lecca-lecca!!

(1-6 segue)

 

mercoledì 31 maggio 2017

Vacanza

Qualche giorno di quiete
Per qualche giorno non pubblicherò post!
Pazientate...
devo camminare, vagare, leggere!


L'ombra del bonsai (13-III)

Sospetti
l'ombra del bonsai
13


  Giungla domestica



III

Si chiuse in camera. L'unica stanza libera, insieme al bagno che era contiguo. "Come annientarle?". Le scrutava terrorizzato e dubbioso da dietro la porta socchiusa. "Le farò seccare!", decise di non annaffiarle più, ma il meteo, si sa, è imprevedibile: si mise a piovere.
Tanti giorni di pioggia fine, fine e bagnata. Sembrava nebbia e penetrava attraverso le chiusure, come un gas letale. 
I tralci crescevano come piovre, coprivano i vetri e, una volta aperte le serrande avvolgibili, poi non c’era più verso di riabbassarle. I verdi tentacoli l’impedivano, quasi mutanti, un'evoluzione dei "trifidi"; esseri con vegetale, ottusa determinazione.
Anche le piante dentro casa, che pure teneva a secco, stranamente  crescevano: l’aveva sempre pensato che quel posto e soprattutto quella casa fossero umidi! Lui non le toccava nemmeno, le scansava, cercava di passarci attraverso. Quelle, inesorabili, crescevano, crescevano e crescevano. Sul pavimento, coperto dai tralci, s'era formato come un tappeto. Quando lo pestava gli sembrava che gemesse, ma non ebbe mai il coraggio, "magari reagiscono!", di pestare forte!
Un giorno, al mattino, non poté uscire: i tentacoli avevano invaso tutto l’ingresso, si erano intrecciati gli uni agli altri: il tappeto era diventato una siepe. Impossibile passare. Consapevole del pericolo ci provò lo stesso, la jungla l'avvolse.
Lo trovò morto, diversi giorni dopo, la signora Rossi. Non lo sentiva più, provò a bussare alla porta: niente. S'era preoccupata. Scese da basso e si fece accompagnare dal portiere: porta sprangata! Chiamarono i Vigili del fuoco. Il pompiere entrò dal balcone. Rotto il vetro del finestrone, lo trovò disteso in terra, completamente avvolto in un bozzolo di tralci fioriti di gelsomino. I fiori gli entravano in bocca e uscivano dal naso. Mummificato odorava di dolce essenza silvestre. La signora Rossi nel riconsegnare il mazzo al portiere, vinta dalla commozione, piangeva. 
« Stava male poverino, l'avevo capito: era strano e trascurava i gelsomini di sua moglie. Avevo le chiavi, entravo di nascosto, quando lui dormiva, il pomeriggio, ad annaffiare. Pensare che non se n'è mai accorto! Ma poi, chissà perché, senza dire nulla... non parlava mica più... aveva messo la spranga! ».
Quando il vigile le aprì la porta d'ingresso, la signora Rossi non aveva urlato. Nel vedere la crisalide dentro quel bozzolo odoroso, si era commossa.
 « Che poesia:  è spirato come tra le braccia della moglie! ».

FINE di tutti i romanzi: "Stretta la foglia larga la via ...!"
 

martedì 30 maggio 2017

L'ombra del bonsai (13-II)

Sospetti
l'ombra del bonsai
13


  Giungla domestica



II

"Mi aggrediscono!", doveva eliminarli ma non poteva buttarli di sotto, né tagliarli alla radice. Poi c'era lei: la signora Rossi. Era di guardia: l'avrebbe raccontato al marito e lui, pissero com'era, sarebbe andato a denunciarlo, prima al prete e poi ai carabinieri. Quell'impicciona, poi, "che se ne sa!", poteva anche averlo visto sul terrazzo, mentre aiutava la moglie a scavalcarlo!

Non uscì più sul terrazzo. Aveva comprato una canna di plastica: con quella annaffiava i rampicanti dalla finestra di cucina, incurante del bombardamento di consigli della vicina, che continuava implacabile a controllarlo.
Cercava, sempre dalla finestra, sporgendosi a rischio di cadere, anche di potarli, ma quelli crescevano a dismisura. Lui tagliava un tralcio e quello il giorno dopo s'era raddoppiato biforcuto. Neanche fossero piante carnivore: lo cercavano, l’avvinghiavano, lo tiravano, lo strattonavano
"Trifidi, ecco cosa sono! Piante aliene... che presto prenderanno a camminare!". Ma la loro arma più temibile non era la potenziale mobilità. Non avevano bisogno di spostarsi, erano già sufficienti gli elastici tralci prensili. Micidiale era il profumo. "Sono peggio dell'Idra di Lerna!". S'era ricordato di Ercole e di come l'Idra oltre che far ricresce le sue teste recise, col solo fetore del respiro uccidesse un assalitore.
Quell'essenza oppiacea  sprigionava la vertigine, scatenava oblii, confondeva i sensi. Non riusciva più a guardare fuori delle finestre: "Mi osservano!".
Le teneva chiuse quasi tutto il giorno, ed evitava di guardare giù. Non osava neppure potare gli invadenti tralci dentro casa: l'ultima volta che ci aveva provato quelle fuori in terrazzo, molto più aggressive, avevano preso a battere paurosamente sui vetri!
Sì, le piante dentro sembravano più tranquille, erano quelle fuori che lo terrorizzavano "Sarà per via del sole!". Ma non osò serrare le tapparelle. Coi tralci, quelle fuori avrebbero potuto rompere i vetri.
Un giorno, mentre apriva lentamente la finestra, cinque o sei tentacoli fioriti s’infilarono dentro di scatto. "Un agguato!". Piovre vegetali: si attorcigliarono al suo braccio e l’avvolsero di letale profumo. Imprecò. 


Afferrò un coltello e ne recise due. Il bianco lattice, due grosse gocce schizzate dai moncherini della pianta, gli morsero la pelle. Seccandosi tirava, stringeva, come fosse un blob, una cosa viva. Nel frattempo le piante dentro, in accordo con le altre, emanarono un profumo sempre più intenso. Dovette uscire sul pianerottolo e restarci per un'ora in attesa che si calmassero.

(13-II segue)