martedì 15 settembre 2020

Petra italica

"...non era Lodi, non era Milano e neanche quel giorno lì!"

Così cantava un famoso cantautore milanese negli anni '70, mi è venuta in mente questa canzone mentre ieri sera, basito, guardavo "Petra, Riti di morte", fiction Sky ispirata al primo romanzo di Petra Delicado. Un pasticcio inqualificabile: Una pappa col pomodoro alla Gianburrasca!


Non era Petra, non era Barcellona e non era neanche Firmìn!
Già l'aveva fatto la Rai! Nero Wolfe a Roma: un disastro! L'operazione di Sky di portare a Genova la serie della Alicia Bartlet è sicuramente temeraria, sciagurata e credo sconsiderata. Perlomeno irrispettosa. Il clima di Barcellona è irripetibile e la Petra della Cortellesi è caciarona (qua e là qualche accento ciciaro, forse per onorare i finanziamenti della Regione Lazio… ma che c'entra?).
 
Il Firmìn alla genovese è poi imbarazzante e l'attore imbarazzato appare! Fa pari col pesto alla catalana… che non esiste!
Durata circa 95 minuti, pochi per un romanzo di quasi 400 pagine. Credo che la casalinga di Voghera, che, in mille faccende affaccendata, non aveva letto il romanzo ci abbia capito poco. Io, che l'avevo letto, sono rimasto confuso e stamani l'ho ripreso in mano. Una "scemeggiatura" poco professionale, da sceneggiatori esordienti ma incapaci del tutto.
Chi l'avesse perso non si lamenti e invece se ne faccia vanto dicendo: "Ho evitato di spendere un'ora e mezzo a maltrattare l'Alicia!"… e anche Petra, aggiungo io!
 
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mercoledì 9 settembre 2020

Il Gufo Giallo 134



Il gufo giallo
recensioni di romanzi gialli


Giudizio n.  131
Riccardino
Andrea Camilleri
Sellerio




Paghi due, prendi mezzo...

Da anni sapevo che esisteva questo romanzo postumo, il marketing Sellerio l'aveva annunciato, proclamato, pubblicizzato, reso misterioso, spifferando misteri... alla fine è uscito (una questione di età!).
"Una “r” arrotolata e dura, simile a quella siciliana, si usa anche nel sud della Francia". È quanto mi ha spiegato Serge Quadruppani, in un intervista di un decennio (o più) fa. Scrittore e traduttore parigino che con metodo e fantasia è riuscito a far parlare in francese Salvo Montalbano, ottenendo un ottimo risultato. “Dovevo far sentire la diversità delle tre lingue usate da Camilleri ci disse Quadruppani “e quindi ho usato il francese normale per tradurre l’italiano normale, mentre per l’italiano - siciliano di Camilleri ho preso in prestito parole ed espressioni dialettali del sud della Francia”. Ad esempio, “picciliddro”, bambino, dalle parti di Marsiglia si dice “minou”. Ma i dialetti francesi non hanno un vocabolario così vasto come il siciliano inventato da maestro Andrea e quindi alcuni termini sono andati persi. Non c’è per esempio, un corrispettivo del siciliano ‘taliare’ (guardare) o di ‘spiare’ (domandare). La Francia è stata unificata molto prima dell’Italia, dove le lingue regionali sono ancora sono vive.
Mi aveva appassionato, l'intervista continuò in un colloquio a quattro e mi appassionai ancora di più. A distanza di anni avere la possibilità di confrontare due stesure dell'ultimo romanzo di Camilleri mi era apparsa ghiotta. Purtroppo...
a) Dopo la delusione provata nella lettura dell'ultima stesura mi era passata la voglia di affrontare la prima del 2005.
b) Mi ci sono volute tre settimane per farmi passare il gran nervoso.
c) Meno male che è l'ultimo, non avrei più letto storie gialle di Montalbano.
Vi spiego.
La prima metà è ordinaria amministrazione: Salvo sogna male per il troppo cibo, Catarella sbatte le porte, Fazio esibisce capacità da Ufficiale dell'Anagrafe, Salvo bisticcia con la fidanzata, il questore lo tormenta...
Poi ci si perde in voli pirandelliani "un personaggio in cerca d'autore", no, l'inverso "Un autore in cerca di personaggio"; entra anche in gioco Luca Zingaretti in antagonismo, e gara di notorietà, con Salvo... ed altre sciagurate scene di surreale narrazione (che Achille Campanile perdoni Camilleri!) che sgretolano la già fragile e incerta (dubitosa) trama.
Morale della favola: il peggior romanzo della serie. Un peggio impensabile, disastroso e ovviamente irreparabile.


 
La casa editrice Sellerio non doveva far questo! Capisco le ragioni di business, ma questa è truffa nei riguardi dei lettori: Elvira non l'avrebbe permesso! Pertanto ho deciso di dare due voti.
Voto al Romanzo: **/5
Voto alla casa editrice Sellerio: */5

 

 

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sabato 5 settembre 2020

Joung Walla

 IL GIOVANE WALLANDER

ovvero: "Che c'entra il culo con le 40 ore?"

 

Operazione discutibile di Netflix. Inaccettabile.

a) Si chiama Kurt ma opera ai giorni nostri, doverebbe agire fine anni '60.

b) Indaga a Malmò, come se il giovane Montalbano indagasse a Siracusa.


 

c) Sono presenti personaggi non contemplati.

 


d) Kurt è già troppo tormentato.

 

Dopo la fatica della prima puntata non continuerò!

mercoledì 10 giugno 2020

Lo specchio giallo (VIII)

 

SOCIOPOLITICA E GIALLO

dentro e fuori lo specchio

riflessioni molto serie sul "genere giallo"
(libero sviluppo da una nota di Giorgio Galli)


Parte VIII

Herbert Hoover
 Anni '30. Il precedente decennio, definito dei "ruggenti anni '20", si è concluso con un tracollo economico e sta per finire negli Usa la presidenza di Herbert Hoover, il presiedente "lavoratore".  

Presto con l'alternanza (F. D. Roosvelt)  arriverà il New Deal. L'America si rimetterà in cammino, la criminalità si strutturerà ancor di più!


Nel 1931 Hammett pubblica La chiave di vetro. (più gangster story che noir) ma c'è ancora in giro Philo Vance, accompagnato da Hercule Poirot e Miss Marple. Sì può affermare che l'hard boiled ancora convive con gli eroi della vecchia detection. Cosa ancora vera!


Piccola notazione di passaggio: La chiave di vetro darà luogo a un bel film con Alan Ladd e ispirerà La sfida del samurai (film di Akira Kurosawa) da cui poi Per un pugno di dollari di Sergio Leone!
Hammett in quegli anni è di fatto solo una voce fuori dal coro. S.S. Van Dine, secondo le cifre riportate dagli storici, aveva ben più seguito.
Solo nel 1939, con Il grande sonno del suo ammiratore e seguace Raymond Chandler la svolta è evidente anche in termini di quantità di titoli prodotti.


Fu proprio Chandler ( in uno dei suoi rari momenti di sobrietà) a dare una spiegazione dell'evoluzione sociologica che Hammett aveva operato. così scriveva a proposito di Dashiell.
"Restituì l'assassinio alle persone comuni che lo commettono per delle ragioni, non per fornire un cadavere chiuso a chiave; e con mezzi a portata di mano, non con pistole intarsiate, cerbottane fatte con un bocchino d'avorio, curaro o veleni tropicali ed esotici! Egli mise sulla carta queste persone come sono e le fece parlare e pensare nel linguaggio che essi usano abitualmente... Un mondo in cui i gangster possono guidare le nazioni o almeno guidano le città, in cui gli alberghi e le case d'appuntamento e i ristoranti alla moda sono proprietà di uomini che hanno fatto i soldi con i bordelli!"
Questa acuta analisi si focalizza sul passaggio dal crimine come fatto privato, come male privato (del quale ho parlato nei primi post), al crimine come fatto pubblico.
Passaggio che è anche un'evoluzione della finzione, dalla  "fiction" alla realtà! E' questo l'aspetto che si coglie nell'analisi di Chandler. E se "i gangster che possono guidare le nazioni" sono espressione (anche metafora) del democraticismo che sta conducendo la crociata contro i regimi fascisti.
Si pensi, come esempi, alla Resistibile ascesa di Arturo Ui, di Bertold Brecht e a Il Grande dittatore di Chaplin), con questa chiave d'interpretazione l'idea  può assumere un significato di propaganda nella contingenza bellica.
 
Daniel Bell
I gangster che guidano e dominano  le città sono una focalizzazione (nei romanzi hard boiled non si denuncia il fatto, si costata e si usa come contesto) sulla realtà quotidiana che la sociologia dovrà presto affrontare: vedi gli studi di Daniel Bell e di Robert Merton.

Al Capone

Questa duplice accoppiata di nomi, giallistica e sociologica, ci permette di valutare la grande svolta narrativa alla fine degli anni '30.
 


Questa portò agli sviluppi del primo decennio del dopoguerra con Mickye Spillane e il suo ancor più duro Mike Hammer, lo spietato eroe della Guerra Fredda.
Con Hammett e Chandler, ci troviamo di fronte alla presa d'atto di un sistema sociale in fase pre-agonica, alla dissoluzione, alla caduta della speranza (situazione propria del genere "noir".
Il tempo ha poi dato una risposta ancor più negativa. La presa d'atto, confermata da studiosi del calibro di Bell e Morton, riguarda il fatto che il crimine organizzato ha un ruolo di crescente importanza nel sistema della democrazia rappresentativa. Le mafie incombono.
  (VIII - segue)



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martedì 9 giugno 2020

Lo specchio giallo (VII)

 

SOCIOPOLITICA E GIALLO

dentro e fuori lo specchio

riflessioni molto serie sul "genere giallo"
(libero sviluppo da una nota di Giorgio Galli)


Parte VII 
La Camera dei Comuni inglese

Nonostante il '28 e il' 29, la prima pietra (inglese) è solida e non rimovibile (regge ancora!). Il modello socio politico rimane l'Inghilterra e Sherlock Holmes il suo eroe simbolo!


William Gladstone
Cosa è accaduto nel frattempo? Nell'ultimo quarto di secolo del 1800 al partito Whig (diventato Liberale sotto l'impulso di William Gladstone) succedono al governo i Conservatori (Disraeli 1874). Poi (alternanza già allora!) tornano i Liberali  (sempre Gladstone 1881) e poi ancora i Conservatori (1886 con Salisbury). Nuova alternanza tra Gladstone (1892) e Salisbury sempre favorito dalle ondate nazional-imperialistiche.



A queste è molto sensibile (attento) Conan Doyle, che pubblica articoli e saggi in proposito: ribellione mahdista con l'uccisione del Generale Gordon a Khartum e in seguito seguirà la Guerra dei Boeri.




Sono convinto che l'alternanza fosse anche molto gradita alla Regina Vittoria: l'equilibrio instabile è sempre una buona camomilla sociale. Favorisce l'ordine e, dando speranza di tornare al potere, smorza le violenze degli oppositori.

Regole e ordine: il detective razionale che indaga in quel periodo nei romanzi di grande diffusione popolare è strumento efficace per ristabilire l'ordine.

Dopo la Grande Guerra continua (anche in assenza della regia di  Vittoria) la stessa dinamica dell'alternanza. I Conservatori e poi i Laburisti (fino al 1924), conservatori e poi ancora laburisti (1928) che furono travolti dalla grande crisi e dalla scissione di Mac Donald.


T.W. Wilson

Ma l'alternanza non sembra essere un'esclusiva britannica. negli USA T.W. Wilson è democratico (1916), poi i Repubblicani seguiti da Roosevelt col New Deal (1932).

In Francia pure Maigret indaga nell'alternanza. Nel 1936 vince il Fronte Popolare.

La grande stagione degli investigatori razionali convive, nelle democrazie consolidate, con la grande stagione politica del controllo e della gestione razionale delle tensioni, attraverso l'alternanza al governo tra progressisti e conservatori, nell'ambito di un sistema che, sotto il profilo economico, passa dal capitalismo "anarchico" al tentativo di razionalizzazione attraverso l'intervento pubblico in economia e il Welfare State; processi peraltro bloccati dalle premesse e dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.






Proprio alla vigilia della Guerra si ha il grande salto narrativo del genere giallo: dalla detection logico induttiva (abduttiva sarebbe meglio!) alla violenza e all'azione. Si impugna la pistola.





("In questa città ci sono più pistole che cervelli!" avrà a dire con ironia  Sam Spade dopo aver sottratto la pistola  a uno sgherro imbranato). Una perla.
Muta anche il contesto.






I misteri delle camere chiuse di John D. Carr, Dorotthy Sayers e di G.K. Chesterton, che s'incentrano su personaggi di alto ceto dei villaggi o dei castelli inglesi, di una Londra con le luci a gas o della gradevole (mitizzata) Parigi (città lumière) sono destinati a lasciare il posto alle strade della jungla d'asfalto! Anche Maigret ha un po' di sofferenze: la sua provincia tanto umana cova passioni anche turpi, ma non violenze estreme come quelle che si manifestano nell'angiporto di New York o di Los Angeles!


Le "tentacolari" metropoli americane sono appunto la jungla dove il crimine organizzato, cresciuto col proibizionismo, è ormai diventato un fatto pubblico e collettivo e si intreccia minaccioso e spietato con scambi di favori e soldi con la corruzione politica.

E' la stagione di Dashiell Hammett e Raymond Chandler, ma soprattutto di Sam Spade e Philip Marlowe.

In realtà, l'esordio di Hammett (il precursore) è del 1929 con Piombo e sangue e con (a puntate su un pop magazine "dime") Il falcone maltese.



 

lunedì 8 giugno 2020

Lo specchio giallo (VI)

SOCIOPOLITICA E GIALLO

dentro e fuori lo specchio

riflessioni molto serie sul "genere giallo"
(libero sviluppo da una nota di Giorgio Galli)


Parte VI 


Si è detto all'inizio che la letteratura è specchio della società reale. Alice quando attraversa lo specchi s'insinua nel mondo della fantasia.
Insieme al suffragio le donne si pongono stabilmente al di quà dello specchio e grazie a questo riposizionamento ottengono la visibilità nella letteratura di genere giallo specchio della società!
Senza che nessuno lo noti il 1928 apre la porta agli sviluppi del genere giallo. Ma tutto accade l'anno dopo.


Nel 1929, ricordato dalla "Storia" soprattutto per la Grande Crisi economica, si registrano importanti eventi per la letteratura di genere giallo. Nascono personaggi che, posti dall'altra parte dello specchio,  evidenziano con solenne leggerezza la stretta connessione-contraddizione tra l'affermarsi del grande detective razionale e l'irrazionalità dell'anarchia capitalista.



Dashiell Hammett ci incanta con Sam Spade. Ma non solo: un fantasma comincia ad aggirarsi tra le pagine: la Dark Lady! Sarà soprattutto il film, qualche anno dopo a mostrarla grazie alla magistrale interpretazione di Mary Astor.


Il misogino Hammet aveva così caratterizzato  le donne che entrano ad essere padrone della scena! John Huston va oltre, ma come si vedrà c'erano nell'aria venti di guerra e Huston ricordava alcuni effetti della Prima Guerra mondiale: era convinto che ci sarebbero stati altri simili fenomeni sull'assunzione di ruolo da parte delle donne.



Geroges Simenon fa indagare a Parigi un provinciale tosto e assai acuto: il commissario Maigret. Paradossalmente, ma non troppo, la Città Lumière risulterà presto troppo stretta per il commissario che, spesso e molto volentieri, si troverà a risolvere casi in provincia!



Agatha Christie irrobustisce (già l'aveva usata in alcuni racconti) e lancia con un romazo il personaggio di Miss Jane Marple. Lo spessore di Miss Marple detective, qualunque cosa ne pensiono i critici, è molto più interessante, moderno e psicologicamente articolato di quello di Hercule Poirot, troppo legato al passato clima Vittoriano. Poirot è infatti demodé!


S.S. Van Dine con L'enigma dell'alfiere (subito catturato dai Gialli Mondadori) ottiene un grande successo col suo Philo Vance fino ad allora non troppo apprezzato. Il tocco di snobismo dandy di Philo non basta però a toglierlo dalle paludi logiche del giallo classico: in USA stanno arrivando   Philip Marlowe e Nero Wolfe (per non parlare di Archie Goodwin il narratore in ironico stile hard boiled!).

Ma nel 1929 ancora non tutto va nella direzione del cambiamento Ellery Queen pubblica La Poltrona n.30 e Mignon G. Eberhart La stanza n. 18. Il giallo classico è duro a morire e Arnoldo  Mondadori docet!!

Gli anni a seguire sono quelli della vitalità dei sistemi democratico rappresentativi dei grandi paesi dell'Occidente (Inghilterra, Stati Uniti e Francia), che resistono e poi reagiscono alla pressione dei fascismi vittoriosi in Italia, Germania e Spagna.


Il modello, all'inizio, rimane l'Inghilterra di Sherlock Holmes, ma, come vedremo nel capitolo seguente, Sam Spade, col suo falcone "fatto della materia di cui son fatti i sogni" aveva aperto una breccia.