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lunedì 24 dicembre 2018

Raccontino di Natale 2018


     Racconto di Natale
 Dopo tante smorfie, vi offro un raccontino edificante per il giorno di Natale

Il pastore di burro (*)
Un omino di burro aveva portato alla perdizione Pinocchio, un pastore di burro me. Questa l’incredibile storia di uno sciagurato Natale.
I pastori del presepe sono fatti di cartapesta, di ceramica, di porcellana (anche vestiti di seta), di gesso (si scrostavano subito), di legno, di plastilina (un lusso anche in città), di resina sintetica, di plastica e anche di zucchero o marzapane.
Vigilia di Natale del ’52. Aprendo la vecchia cassetta di legno “Chianti Lamole riserva 1936”, lo scrigno dove si tenevano involtate in carta velina le statuette, si scoprì che non c’erano pastori.  Zitto. La colpa era mia: avevo scambiato tutti i pastori con Carmela, compagna di scuola venuta da Napoli: ne aveva tre di marzapane e due di zucchero. 


« Il presepe senza pastori!», sentenziò nonna Cesira, « Non si pole mica! Figuriamoci, Gesùbambino senza doni fino alla Befana! ».
Giusto, Sesto, il nonno, tetragono ma sensibile alle attese epifaniche dei bambini, anche quelli di gesso, s’infilò la gabbana.
« Vo’in paese a comprarne una serqua». Cesira gli sbarrò la strada. « Ma un’ tu sarai mi’a grullo! Sono le otto e piove a dirotto. Ti  buschi un malanno e torni senza pastori ».
A giudicare dal gatto raggomitolato in collo alla vecchia Bistina sul canto del fuoco, la burrasca non sarebbe smessa tanto presto.
Il nonno non stette a dire “icchéc’è”, prese l’unico tozzo di burro dalla moscaiola fuori della finestra e andò dietro, nella stalla. Col freddo che faceva pareva un pezzo di marmo. Tirò fuori il serramanico e cominciò a scolpire un pastore, badando bene a raccogliere le scaglie in un foglio oleato da pizzicagnolo.
« Poi su queste ci semini un po’ di zucchero … ».  
Mi fece, strizzando l’occhio.
Il burro con lo zucchero! Me lo pappai a pizzichi  davanti al fuoco, aspettando mezzanotte a sentire le mirabolanti storie dei vecchi.


La mattina accanto alla capannuccia trovai un pacchetto: un coltellino a tre lame col manico rosso e una croce sopra. Sembrava svizzero ma l’avevano comprato alla fiera di Terranuova. Avevo ancora in bocca il sapore del burro zuccherato. D’improvviso m’assalì la  vena artistica ereditata dal nonno. Presi un pezzo di marsiglia bianco e scolpii anch’io un pastore; più brutto e di sapone, ma messo nel presepe accanto a una palma spennacchiata nessuno lo notò, anche se odorava leggermente di lavanda. Quello di burro, spolverato di zucchero, me lo pappai  mentre “cucciolavo” a letto in attesa che si scaldasse casa.
Al pranzo di Natale si faceva sempre, dai tempi dei tempi, la minestra di cappone. Trovai la nonna ai fornelli che parlava con la Bistina. 


« Sarà stata la stagione, ma quest’anno il cappone l’era parecchio asciutto. Quasi niente grasso e due etti di meno! La Maurina di’ Regoli m’ha detto che a Marsiglia, dov’è andato a lavorare i’ su zio, lo ingrassano in pentola col burro. Il burro un’ ce l’aveva, ma un pastorino di gesso sì. Così ho ficcato in pentola quello di burro e il “presepio” l’è restato guarnito. Oh sentiamo se viene bono  come lo decanta la Maurina, questo cappone alla marsigliese! ».
La nonna infilò il mestolo in pentola e io mi sentii gelare. Eppure davanti al fuoco non faceva mica tanto freddo.

(*) Burro fatto in casa, salato per conservarlo meglio, come s’usava nel secolo scorso in campagna  prima che arrivassero le ASL a proibire anche i lattai.

martedì 27 febbraio 2018

Requiem per il G.C.?



Previsioni di una morte imminente
come lo sviluppo tecnologico potrebbe metter fine al Giallo Classico


Guardatela bene e con attenzione questa cover! E' una testimonianza di un'epoca passata e che non potrà mai ritornare. La tecnologia ucciderà definitivamente il Giallo Classico.
La logica ipotetico deduttiva di Sherlock Holmes, di Hercule Poirot e di Philo Vance è fondata sulla privacy, se cade quella è finita! Ma ci sono anche altri motivi.

Non crediate che si colpa del DNA, sarebbe come dar la colpa al maggiordomo! Facciamo un elenco degli oggetti che potrebbero non consentire più di narrare storie alla Agatha Christie ed anche qualche noir d'azione. poi sentiremo il parere di due che se ne intendono.
1. Le automobili si guiderano da sole.
2. I telefoni cellulari saranno sempre localizzati e localizzabili anche dal privato cittadino.

3. I pagamenti si faranno senza contante.

4. Non si useranno più serrature con la chiave.

5. Le telecamere registreranno tutti i nostri movimenti.

6. I maggiordomi saranno degli androidi.

7. I commissari di polizia saranno robot detective.

8. Le pistole saranno disintegratori  laser.

Due opinioni a confronto
Hercule guardava Jules con aria triste e abbattuta. Anche i suoi baffi sembravano un po' cascanti
"Com'è pensabile di continuare? Sono depresso, distrutto, abbattuto. Le auto vanno da sole, non si chiude più la porta a chiave, si ammazza col laser e non c'è più da chiedere un parere all'esperto di balistica, ma neanche il coroner serve più: i cadaveri sono ormai tutti disintegrati. come la cenere del caminetto... non c'è più bisogno di pedinare nessuno, basta individuare il cellulare e che dire poi dei servitori, i nostri preziosi informatori?  I maggiordomi poi,  sono robot, come si potrà dare la colpa di un assassinio a un robot? "
Jules accese la pipa che aveva caricato con cura maniacale.

"Sei sempre il solito belga pessimista. un po' di flemma inglese non l'hai mica assimilata. Noi siamo destinati a continuare".
" Com'è possibile?"  
" Elementare, Hercule! Ti dico così perché mi sembri quel tontolone di Watson, testa di legno d'un militare, quando Holmes gli spiega l'ultimo caso... per prima cosa noi siamo personaggi seriali, impossibile smettere! Perdipiù noi non siamo poziotti della scientifica, tipo CSI. Siamo analisti raffinati delle perversioni umane. I delitti, laser o cianuro... non dimenticarti dei veleni, te n'eri forse scordato? ... dicevo, i delitti continueranno a verificarsi e noi saremo più richiesti di prima ".
Hercule, dopo un sussulto vitale, cercò di rimmettere il verticale le punte dei baffi.
" Tu dici? Ancora vorranno le mie preziose cellule grigie? "
Dopo due boccate voluttuose di pipa, Jules lo rincuorò.
" Non temere, sarai ancora più apprezzato anche se credo che dovresti imparare a far meglio gli interrogatori, sei un po' troppo autoreferenziale. Sai che ti dico, vieni a fare uno stage al Quai des Orfèvres che t'insegno io. Vedi se non si fanno confessare subito i delinquenti si squagliano come la neve al sole..."
Hercule sogghignò.
" Ti vorrò vedere quando dovrai interrogare un androide! Il tuo metodo crollerà di brutto... ".
" Tu dici? Io userò, nel caso, il Gramelot, vedrai che l'inchiodo! ".
" Cos'è un linguaggio particolare, l'ha inventato Asimov? ".
" No, è uno strumento per recitare in teatro vernacoliere che assembla suoni, onomatopee, parole e foni privi di significato in un discorso. Probabilmente deriva dal francese grommeler (borbottare), e io francese sono. ".

" Sarebbe megli tu fossi livornese, dè ... ma anche qui' pisano che scrive di' Bar Lume lo dovresti seguire di più ". 

FINE


domenica 18 febbraio 2018

Robot detective

Nuovi robot
Watson2020, Jules29, Hercule27
Quando, gli androidi, oltre che gli operai, faranno anche i detective?
Siamo ormai circondati! Androidi badanti, robot giardinieri, automi investitori in borsa, robot che operano i pazienti, a quando robot detective o, peggio, robot commissari?
Nel racconto Minority Report si prospetta un sistema investigativo preventivo... che previene il delitto. A quando androidi in grado di indagare su delitti commessi? 

Corto Ciruito (ricordate quel tenero bellissimo film?), di fronte ad un problema da risolvere, chiedeva "Input input!".

Terminator invece aveva informazioni bastanti. Era "pronto a tutto" come un normale killer!

Credo che le evoluzioni dell'Intelligenza Artificiale ci stiano passando sopra la testa. I politici, sempre più attaccati alla propria poltrona, non se ne occupano, farebbero bene, invece, a farlo. Credo che i robot saranno la dannazione del genere umano... i nostri scienziato stanno allevando una serpe in seno! Verrà un robot e senza fumare la pipa farà il Maigret!
Per esorcizzare questo scenario inquietante vi propongo un racconto fantascientifico. Non voglio dimostrare niente, ma solo invitarvi a rifletterci un po' sopra!
Quando Watson2020 credette di aver imparato

 

Baker Street 221B trentasettesimo piano. Dal 2019 al posto del vecchio stabile vittoriano c'è una torre di quaranta piani. Sherlock Holmes, propronipote del celebre avo, vi abita circondato da numerose diavolerie domotiche. Watson2020, androide investigativo, è una di queste. 
Watson2020 stava fissando intensamente, col suo visore trioculare al plasma di tristrion, il suo padrone fino da quando si era seduto a tavola per far colazione. A Holmes capitò di alzare gli occhi e di coglierne, oltre allo sguardo ammiccante e pieno d’ironia, il ronzio dei micro relais.
« Ebbene Watson, a cosa stai pensando? »
« A voi. »
« A me? »
« Sì, padrone Sherlock. Stavo riflettendo a quanto siano superficiali i vostri trucchi e quanto sia incredibile che il pubblico, soprattutto quello femminile, continui ancora oggi ad apprezzarli. »
« Sono d’accordo », disse Holmes, « Infatti mi ricordo di aver fatto anch’io, a volte, una riflessione simile... Technica Tempora currunt! »
Watson2020 sorrise con rigida sufficienza.
«  E’ davvero facile imparare i tuoi metodi. », osservò col miglior tono sarcastico che gli potesse consentire la sua educazione governata da logica neurale e anni di silicico apprendimento abduttivo.
« Senza dubbio. », rispose Holmes con un sorriso mite e pacato. « Forse tu stesso mi vorrai offrire un esempio di questo metodo di deduzione. »
« Con grande piacere! », ronzò, brillantando i led, Watson2020. « Io posso affermare che voi eravate molto preoccupato quando vi siete alzato stamattina. »
« Eccellente! », esclamò Holmes, « e come fai a saperlo? »
« Perché voi, che di solito siete uomo assai curato, vi siete dimenticato di radervi. Di solito, per prima cosa, vi fate la barba. »
« Buon Dio! Bravissimo! », si eccitò Holmes, « Non pensavo, Watson, che tu fossi un androide così attento e rapido ad apprendere. Ti facevo solo un robot d’azione. Hanno individuato qualcos’altro i tuoi tre occhi d’aquila? »
« Sì, Sherlock; voi avete un cliente di nome Barlow e non avete avuto successo nel risolvere il suo caso... potevate anche consultarmi! »
« Questa poi! Poffarbacco;  come fai a saperlo? »
« Ho potuto passare - non viola le leggi di Asimov, anche se la mia etica ormai umanoide... - col video scanner retrooculate il suo nome sulla busta, l’unico in stampatello. Quando l’avete aperta avete emesso un gemito e l’avete cacciata in tasca con espressione corrucciata. »
« Ti perdono la sbirciata, perché è una scoperta sorprendente! Ammirevole: hai davvero molto spirito d’osservazione. E che altro? »
«Temo, padrone mio, che vi siate dato alle speculazioni finanziarie. »
« Da cosa lo inferisci, Watson? »
« Avete aperto il giornale alla pagina finanziaria, il vostro dito strisciava nervoso sul touch screen, e avete pronunciato a voce alta un’esclamazione d’interesse: voi così riservato! »
« Stupefacente! Bene, veramente bravo Watson! Altre intuizioni? »
« Sì, Sherlock; avete indossato la giacca nera di fullerene fotosensibile invece della veste da camera fono assorbente, ciò prova che ora siete in attesa di un visitatore importante. »
« Qualcos’altro ancora? »
« Senza dubbio, ora che ho imparato il tuo metodo alla perfezione, potrei elencare altri dati, Sherlock, ma vi ho enunciato solo questi pochi per dimostrarvi che ci sono altri al mondo bravi come e più di te. »
Holmes si alzò e fissò Watson2020. La voce era diventata sarcastica.
« E ancora altri non altrettanto bravi. », replicò in astioso crescendo. « Ammetto che sono pochi, ma temo, mio caro Watson, che debba annoverarti proprio tra questi ultimi. »
Watson s’agitò sulla sedia.
« Che volete dire, padrone? »
« Ebbene, caro mio, temo che le tue abduzioni o inferenze, come le chiami tu, non siano così azzeccate come tu avresti sperato. »
« Volete dire che... mi sono sbagliato? »
« Appena un po’, ma è così, temo. »
Holmes si sedette nella sua poltrona e prese ad armeggiare con la pipa, ma senza caricarla di tabacco.
« Riguardiamo i fatti secondo il loro ordine: io non mi sono sbarbato perché ho mandato ad affilare il rasoio. Ho indossato la giacca perché, ancor peggio, ho un appuntamento di buon’ora, con collegamento Skypextragalactic col dentista. Il suo nome è Barlow e la sua lettera confermava l’appuntamento ... »

« ... devo aspettarlo nella sala asettica, davanti al robot Kalì3333, senza aver prima fumato. »
Ripose nervosamente la pipa in tasca.
« La pagina dedicata al Cricket è a fianco di quella finanziaria e l’ho aperta per vedere se il Surrey aveva tenuto con il Kent. Ma, coraggio, Watson, coraggio! I miei trucchi sono superficiali e senza dubbio l’imparerai presto! Comunque non ti preoccupare non ti rifenderò a un ferramenta! »
Holmes si alzò di scatto, artigliò un libriccino nero dalla scrivania, l’aprì alla pagina da cui sbucava la nappa di un nastrino rosso e lo mostrò a Watson2020. Un secondo appena e concluse senza pietà.
 « Il nome di Barlow è nell’agenda di casa e c’è anche il suo indirizzo con scritto accanto “dentista”. Ti sarà passato sotto gli occhi mille volte, era così...


Sherlock o fissò perfido.
« Bene, ora devi solo riassettare la casa, scopare il pianerottolo e rifare il mio letto. Credo che siano compiti più adatti a te che a Sorayana03, stanotte mi ha offerto servizi che tu non potresti nemmeno inferire! . »

The End