mercoledì 18 gennaio 2012

Il gufo giallo (29)

Rubrica letteraria

Il gufo giallo
recensioni di romanzi gialli
Libro n. 29


Il falco maltese
Dashiell Hammett
Guanda

Sam Spade ha modi asciutti, seriosi; si muove da felino, misurato più che elegante. Deformazione professionale: un investigatore deve stare sempre sul chi vive. Non si scompone neppure quando nel suo ufficio entra miss Wonderly, una bionda esagerata: come il suo improbabile nome. La donna è una perfida manipolatrice; una dark lady: il prototipo destinato a diventare l’archetipo. Colpo di scena iniziale: la prima vittima dei suoi raggiri è il socio dell'agenzia investigativa di Spade.  
Nel corso delle indagini le ombre si infittiscono e gli eventi si susseguono come su una giostra (è il titolo di un capitolo) impazzita: l’entrata in scena del viscido  Cairo, accelera il vortice. L’untuoso ometto  offre a Spade cinquemila dollari per rintracciare una misteriosa statuetta antica che dà il nome al titolo: un favoloso preziosissimo manufatto di oreficeria del Medioevo cavalleresco.
Spade mattatore dall'abilità non comune, sfrutta ogni cosa a proprio favore, ricorrendo a vari mezzi, ma sempre nei limiti della dignità umana.  Il suo comportamento è regolato da un rigido codice d'onore, anche se talvolta rivela una filosofia di vita più disinvolta: è duro sopravvivere in un mondo dove non ci si può fidare di nessuno, tanto meno delle apparenze. Il suo erede, Marlowe, sarà animato dalla stessa energia, anche se con risvolti più amari.

La copertina vintage: bellissima! Ho ricapitolato la trama solo per far capire che non è niente d’eccezionale. E’ il modo in cui la storia viene raccontata che ancor oggi mi sorprende. Descrizioni sobrie e ambientazioni veritiere: eppure siamo a San Francisco! Il montaggio delle scene è così sapiente da creare una suspense continua. La tensione fa immedesimare il lettore e lo travolge in un gioco continuo di stop and go! E’ di parecchi anni prima del Grande sonno, ma i dialoghi sono ancora freschi, più veri. Anche i personaggi sono più credibili, ma si sa: i classici sono ever green! Il film non gli ha giovato, per due motivi: la presenza di Bogart e la sceneggiatura che, per contenere la durata, trancia alcuni passaggi fondamentali. Rileggetelo con occhio attento e con rispetto alle virgole (pause del respiro anche se lo scorrete con la mente), vi divertirete scoprendo che “è fatto della stessa materia di cui son fatti i sogni”!

Totale: ****/5

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