martedì 10 gennaio 2012

Lanterna gialla (22)

Film n. 22




Il terzo uomo (The Third Man)
di Carol Reed
con Joseph Cotten, Alida Valli, Orson Welles, Trevor Howard


Una stupenda sceneggiatura di Graham Greene, che, mentre preparava il film, scrisse un lungo racconto con lo stesso titolo. Fu pubblicato l'anno dopo l'uscita della pellicola, nel 1950.
La storia si svolge a Vienna nell’immediato dopo guerra; è presidiata dalle forze di liberazione; di occupazione se viste con gli occhi della popolazione. Si respira il clima esausto, losco ma soprattutto confuso e caotico dell'immediato secondo dopoguerra: Vienna, porta dell’est, è teatro ideale per traffici sporchi e delitti. 


I personaggi sono delineati con forza espressiva e anticonvenzionale: il protagonista Holly Martins è un antieroe. Americano, scrittore di romanzi d'avventura di serie B,   decide d’indagare sulla misteriosa morte di un suo caro amico di giovinezza, Harry Lime. Nell'impresa sarà aiutato, e allo stesso tempo ostacolato, dalla polizia d'occupazione inglese e dal  rigido, ma onesto, maggiore Calloway. Holly presto scoprirà che,   come suggerisce la location, nulla è come sembra, i morti potrebbero non esserlo del tutto e se lo sono il loro nome è falso. La realtà si nasconde nelle ombre, tra le macerie e nei sotterranei di una Vienna maestosa e decadente, inedita sul grande schermo.

Il film è girato in uno splendido bianco e nero (vinse l'oscar) e con molte riprese fatte con un obiettivo angolare per suggerire il clima avvolgente e teatrale delle ombre che invadono le strade della città. Per migliorare questo gioco di luci, il regista ebbe la geniale intuizione di girare con le strade bagnate in modo che la luce scintillasse sulle sue superfici.
C’è poi la colonna sonora. Unica, inconfondibile. L’autore del brano, Anton Karas fu scoperto da Reed in una taverna di Vienna  e lo strumento è il salterio, un’antica cetra da tavolo.

Ci sono alcune scene geniali, piene di suspense e di forte impatto emotivo: quella della luce che all’improvviso illumina Lime nascosto nel  vano di un portone, l’inseguimento seguente, la caccia nelle fogne.


Le inquadrature sono rese ancor più inquietanti, tese, e piene di suspense perché deformate grazie all’uso di obiettivi grandangolari: un omaggio al cinema di Welles.
Voto ****/5
(Film a seguire) 



















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