martedì 28 gennaio 2014

Galleria gialla (43)




N. 43
Sarti Antonio,  sergente 
(figlio di  Loriano Macchiavelli)

Biografia essenziale
Questurino a Bologna, molto legato alla sua città. Poco si sa di lui  prima. E' brigadiere, senza prospettive di carriera. Sergente è e sergente rimarrà! Il fatto è che Sarti Antonio non ne imbrocca mai una e, oltre a correre sempre al cesso, a  prendersi  raffreddori da cavallo, a fare interrogatori impacciati e a impantanarsi da solo non ce la fa proprio a condurre un'indagine che è una. Eppure lo vorrebbe.



Bologna non fa da sfondo, è in primo piano (come hanno capito gli sceneggiatori TV). Sarti annaspa tra le contraddizioni e le brutte storie che dovrebbe districare, ma non lega col male, ne è immune, come se tanti anni di convivenza gli avessero creato degli anticorpi.

Carattere e psicologia
Apatico, caffeinomane, nonostante sia propenso alla colite e alle coliche. Non è molto simpatico, ma non si lascia odiare. Idealista nel profondo. Ha sani principi e cercherebbe di adottarli, ma vivere nel noir, si sa, è compromissorio. Per pigrizia, allora, deroga e delega a Rosas l'amico propenso all'abduzione. Ma le elucubrazioni di Rosas non vengono capite da Sarti: ne nascono dialoghi al limite dell'assurdo o del non sense.

Abilità
Tenace antieroe, umanissimo, dotato di straordinaria memoria, ma incapace di risolvere i casi senza l'aiuto dell'amico Rosas, universitario ed extraparlamentare di sinistra, colto e logico quanto basta. Un investigatore a metà, dunque, ma un personaggio intero, questurino umile e mediocre, un uomo della rara specie dei "Don Chisciotte" che si buttano nell'impresa d'istinto.

Metodo
Magari ne avesse uno, oltre alla testardaggine! O meglio, ha un "antimetodo" tutto suo. Si lascia trascinare dalla corrente, sono gli altri a lavorare e riflettere per lui. Lo sa, se ne rende conto, ma non ne può fare a meno. Qualche volta se ne lamenta, ma non più che tanto.

(43-segue)



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