N. 43
Sarti Antonio, sergente
(figlio di Loriano
Macchiavelli)
Biografia essenziale
Questurino
a Bologna, molto legato alla sua città. Poco si sa di lui prima. E' brigadiere, senza prospettive di
carriera. Sergente è e sergente rimarrà! Il fatto è che Sarti Antonio non ne imbrocca
mai una e, oltre a correre sempre al cesso, a prendersi raffreddori da cavallo, a fare interrogatori
impacciati e a impantanarsi da solo non ce la fa proprio a condurre un'indagine
che è una. Eppure lo vorrebbe.
Bologna
non fa da sfondo, è in primo piano (come hanno capito gli sceneggiatori TV).
Sarti annaspa tra le contraddizioni e le brutte storie che dovrebbe districare,
ma non lega col male, ne è immune, come se tanti anni di convivenza gli
avessero creato degli anticorpi.
Carattere e psicologia
Apatico, caffeinomane, nonostante sia propenso
alla colite e alle coliche. Non è molto simpatico, ma non si lascia odiare.
Idealista nel profondo. Ha sani principi e cercherebbe di adottarli, ma vivere
nel noir, si sa, è compromissorio. Per pigrizia, allora, deroga e delega a
Rosas l'amico propenso all'abduzione. Ma le elucubrazioni di Rosas non vengono
capite da Sarti: ne nascono dialoghi al limite dell'assurdo o del non sense.
Abilità
Tenace antieroe, umanissimo, dotato di
straordinaria memoria, ma incapace di risolvere i casi senza l'aiuto dell'amico
Rosas, universitario ed extraparlamentare di sinistra, colto e logico quanto
basta. Un investigatore a metà, dunque, ma un personaggio intero, questurino
umile e mediocre, un uomo della rara specie dei "Don Chisciotte" che si
buttano nell'impresa d'istinto.
Metodo
Magari
ne avesse uno, oltre alla testardaggine! O meglio, ha un "antimetodo"
tutto suo. Si lascia trascinare dalla corrente, sono gli altri a lavorare e
riflettere per lui. Lo sa, se ne rende conto, ma non ne può fare a meno.
Qualche volta se ne lamenta, ma non più che tanto.
(43-segue)


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