martedì 21 gennaio 2014

Il gufo giallo (60)


Rubrica letteraria

Il gufo giallo
recensioni di romanzi gialli

Giudizio n. 60

 

Sarti Antonio: caccia tragica
Loriano Macchaivelli
Gialli Mondadori

 

 

 

 

 

 

Sarti Antonio, sergente ...

Questo l'ossessivo ritornello che accompagna il lettore, nelle prime venti pagine (l'ho contate) ben 76 volte! In altre parole, levato il "sergente", che non sempre compare, circa 800 battute, spazi compresi, che ti entrano ossessive nella zucca!

Francamente un po' troppo, per far capire che di un questurino si tratta. La storia e il personaggio non sono poi tanto male, ma questo modo di raccontare, a simulazione di "stesura di verbale" mi sembra davvero poco felice. Capisco che per fare hard boiled all'italiana bisognasse differenziarsi, non dico da Marlowe, ma almeno da quelli dell'87° ... Peccato che Macchiavelli non abbia fatto tesoro del lavoro del suo concittadino Vittorio Giardino che con Sam Pezzo aveva avviato storie hard boiled all'italiana ambientate proprio a Bologna. Infatti Luigi Bernardi sul n. 29 di Orient Express (ne era lo stupendo direttore) diceva  "Bologna, una città da raccontare" e per presentare Sarti Antonio (insieme a Sam Pezzo) illustrava il suo articolo con tavole di Giardino.

L'avevo letto tanti, troppi anni fa, ho voluto ricercare proprio l'edizione dei gialli Mondadori. Non so se con Einaudi ha corretto il tiro (so che gli editor di Einaudi sono parecchio accurati) nelle numerose ristampe. Certo è che qui si vola bassi! Sarà colpa delle Valli di Comacchio dove si svolge, per quasi due terzi, la storia?

La storia non è eccelsa (ma credibile) e alla fine qualcosa non torna, ma non sarò certo io a dirvi cosa. Resta un personaggio, il sergente Sarti, dalle notevoli potenzialità noir. Con le sue fisime, timidezze, coliti psicosomatiche (o meglio indotte dalla dipendenza da caffé), pregiudizi e lo scarso acume, ne aveva fin troppe il poco sagace poliziotto, infatti l'autore si stufò presto e lo fece uccidere! Tre stelle di simpatia e solidarietà  per Antonio, questurino bolognese in quel di Bologna.

Voto ***/5

 

 

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