Sospetti
l'ombra del bonsai
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In diretta Tv
I
Luciano, bancario non
brillante, ma preciso, anzi meticoloso, aveva studiato, calcolato, simulato, pianificato
e organizzato con puntiglio un delitto perfetto. Così almeno doveva essere.
Al buio, per più di un'ora, aveva
atteso la stronza, "Mi molla, si
prende la casa e il mutuo lo dovrei pagare io!", in piedi dietro la tenda del soggiorno. Quando
tornava dalla palestra, lei si toglieva il top del pile e si gettava distesa sul divano a fare soft stretching: facile centrarla.
L'aveva colpita con
l'orribile fallo: la torre di Pisa in alabastro di Volterra. Due volte, da
sinistra. Poi la sistemazione della scena. Le aveva tirato giù i pantaloni e le
mutandine "come si fa a portare
brache rosse ricamate di blu?", fin sotto le ginocchia: per lasciarla
lì in posa oscena. Poteva andare: "Zoccola
e ignorante!".
Rovesciata in terra la
plafoniera di dubbio design modernista e la palla di neve col duomo di Milano, "deve sembrare che ha lottato",
aveva riposto il mazzo di chiavi, conservato per un bisogno, nel cassetto
dell'orribile consolle stile luigi XVI.
Era uscito, tirandosi dietro
la porta, ma piano, che non sbattesse: un dito sul battente per non far rumore.
Il tonfo non ci fu; per forza: s'era schiacciato il dito! In strada si era
tolto i guanti da chirurgo e li aveva gettati nel primo cassonetto di una
stradina buia e secondaria.
Si succiò il dito: solo
allora riuscì a tirare un grande sospiro di sollievo!
"Ora, con calma!": doveva ritornare a casa a piedi. Con calma, lentamente, ma non
troppo: senza fretta, senza correre, senza scatti... "Soprattutto non devo dare nell'occhio"!. C'era tutto il
tempo: l'avrebbe trovata la domestica rumena solo la mattina dopo. Dopo le
dieci: la badante il giovedì, suo giorno di libertà, faceva servizi a ore.
A metà della strada buia
voltò a sinistra e sbucò con passo sicuro nel grande viale, quello dove
passavano i bus. Non perché volesse usare il mezzo pubblico, solo che viale
Lavagnini, a parte la gente ad attendere alle soste dell'ATAF, era deserto.
Camminava a testa bassa verso
Piazza della Libertà; col bavero tirato su, "non
si sa mai!", non li vide.
Gli furono addosso come falchetti in un
attimo. L'agguato si completò con l'accensione di un riflettore: la ragazza gli
si parò davanti con un microfono in mano.
« Che ne pensa del prossimo
aumento del biglietto? E' compensato dalla corsa non stop di 90 minuti? ».
Il microfono, a forma di cono gelato, gli era puntato alla faccia: gli sembrò una Colt 45 magnum col
silenziatore.
IL LIBRO E' IN VENDITA DA LUNEDI' 2 OTTOBRE. PER ADESSO (POI TOGLIERO' TUTTO) SUL BLOG TROVERETE LA PRIMA DELLE TRE PARTI DI CIASCUN ROMANZO. PER IL SEGUITO DOVRETE ACQUISTARLO.
(dati libro)
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