Le
Dark Ladies del cinema
Chi
ha detto che sono “belle senz’anima”?
parte
III
Riflessione intermedia
Molti
le hanno chiamate cobra women
(anch’io ho ripreso il termine: lo confesso!), altri le definirono jeopard women,
in Italia donne senz'anima, tutti e tre termini
fortemente misogini.
Vediamo di capire. L’apice delle trame cinematografiche con una dark lady si tocca tra il 1946 e il 1950. Credo (ma me l'hanno suggerito degli uomini!) che la misoginia dei film noir sia il chiaro riflesso dell’antagonismo sociale tra i reduci e le donne, costrette (o agevolate) durante la guerra a prendere il loro posto nel mondo del lavoro. Si noti che nei romanzi, molti pubblicati prima del conflitto, è meno evidente! In letteratura i personaggi femminili sono più approfonditi. Come dicevo le donne si erano inserite nel mondo del lavoro, spesso con successo e definitivamente. Soprattutto avevano relazioni, di ogni tipo, com'è naturale. Non deve allora meravigliare che, nel noir classico, il destino di queste perfide donne sia di soccombere, anche a causa della rigida, puritana e bieca censura esercitata sui film del periodo. La loro sessualità dev’essere ammiccante e perversa e il lato oscuro della donna va esemplarmente punito! Nonostante questa visione prevalente, come vedremo, dopo la guerra qualcosa sta già cambiando!
Dal 1946 Rita Hayworth è Gilda (di Charles Vidor). Dico “è” perché Rita restò per sempre nell’immaginario di tutti Gilda. Se chiedete a chi ama il cinema, lo è ancora. Un paradigma femminile. Tenera, affascinante, seduttrice, sfuggente e imperscrutabile. Vidor, grazie a lei, dimostra il teorema dell’inadeguatezza dell’uomo a comprendere il complesso mondo della donna. Rita, pur indimenticabile Gilda, ha recitato anche in tanti altri ruoli.
Vediamo di capire. L’apice delle trame cinematografiche con una dark lady si tocca tra il 1946 e il 1950. Credo (ma me l'hanno suggerito degli uomini!) che la misoginia dei film noir sia il chiaro riflesso dell’antagonismo sociale tra i reduci e le donne, costrette (o agevolate) durante la guerra a prendere il loro posto nel mondo del lavoro. Si noti che nei romanzi, molti pubblicati prima del conflitto, è meno evidente! In letteratura i personaggi femminili sono più approfonditi. Come dicevo le donne si erano inserite nel mondo del lavoro, spesso con successo e definitivamente. Soprattutto avevano relazioni, di ogni tipo, com'è naturale. Non deve allora meravigliare che, nel noir classico, il destino di queste perfide donne sia di soccombere, anche a causa della rigida, puritana e bieca censura esercitata sui film del periodo. La loro sessualità dev’essere ammiccante e perversa e il lato oscuro della donna va esemplarmente punito! Nonostante questa visione prevalente, come vedremo, dopo la guerra qualcosa sta già cambiando!
Rita
Hayworth prima di arrivare a Gilda aveva lavorato più di 10 anni, con parti multiformi. Ma chi la ricorda in Sangue e arena?
Dal 1946 Rita Hayworth è Gilda (di Charles Vidor). Dico “è” perché Rita restò per sempre nell’immaginario di tutti Gilda. Se chiedete a chi ama il cinema, lo è ancora. Un paradigma femminile. Tenera, affascinante, seduttrice, sfuggente e imperscrutabile. Vidor, grazie a lei, dimostra il teorema dell’inadeguatezza dell’uomo a comprendere il complesso mondo della donna. Rita, pur indimenticabile Gilda, ha recitato anche in tanti altri ruoli.
A Lizabeth Scott, "Una cenerentola con la voce da Husky" come la definì perfidamente Bogart, andò peggio. Il ruolo della donna perduta rimase attaccato addosso per tutta la carriera.
Lizabeth Scott interpreta
la perfida Cora in Solo chi cade può risorgere (1947- John Cromwell ). E’ accanto a Bogart,
irretito dal suo fascino, ma solo come personaggio. Subdolamente Cora ce la mette tutta per trascinarlo nel baratro. ma lui alla fine riesce a reagire.
Jane
Greer aveva un conturbante sorriso enigmatico. Per colpa (sarebbe sarcastico dire per merito) di una paresi facciale che la colse da adolescente. Attrice versatile (Il prigioniero di Zenda) interpretò molti ruoli (Simbad il marinaio).
La Greer ne Le catene della colpa (1947 – Jacques Tourneur) interpreta Kathie Moffat. Una donna ambigua, affascinante e lucida: tesse con abilità la tela nella quale Jeff rimarrà fatalmente impigliato.
La Greer ne Le catene della colpa (1947 – Jacques Tourneur) interpreta Kathie Moffat. Una donna ambigua, affascinante e lucida: tesse con abilità la tela nella quale Jeff rimarrà fatalmente impigliato.
Claire Trevor aveva già interpretato ruoli di dark lady. Il più famoso accanto a Dick Powel nel ruolo di Philip Marlowe.
Mi piace però ricordarla in questo film dove (dopo sedici anni di carriera) affronta un personaggio pieno di delusioni e di rimpianti covati nell'alcol.
Claire
Trevor ne L’isola di corallo (1948 –John
Huston) è la donna del gangster (Edward.G. Robinson), un donna con un passato
torbido, un presente tormentato e la consapevolezza d’avere ormai poche possibilità
di futuro. L’interpretazione le fece guadagnare un Oscar come attrice non protagonista. Non è cosa da poco
visto che c’era anche Lauren Bacall e Humphrey Bogart. Tra l’altro la Bacall, qui
in uno dei suoi ruoli “positivi” si contrappone alla donna del bandito.









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