La prima indagine di Idamo Butini
Il delitto della Domenica
(Montevarchi maggio 1899)
VII
VII
Tanto per concludere bene
La zia si
girò allora verso il maresciallo.
« Caro
Spatuzza avrà da fare qualche indagine ... Sempre che il Pinzauti non voglia
parlare. Hanno un basista, una spia che li ha informati. Sarà il caso di
scoprirlo, così, in quattro, potranno giocare a briscola in galera! ».
Si voltò
verso il Pinzauti.
« Ma i
basisti devono esser di fiducia, se no soffiano e invece della cassaforte si
trova una gabbia. Eh sì, si viene
intrappolati, come coglioni! ».
L'Egidio
sputò verso il Ninci.
« Ci hai
tradito, pezzo di mota! Ma un altro occhiello nel tuo bel panciotto non te lo
leva nessuno ».
Arrigo Ninci
non era noto per il coraggio, né per la simpatia, soprattutto non per l'acume. Per
toglierci qualsiasi dubbio ne dette prova immediata mettendosi a piagnucolare "Io non t'ho tradito"! Il
grullo continuò anche mentre un solerte carabiniere lo ferrava senza pietà.
La zia mi
prese per la mano.
« Bene,
credo sia finita. Se ora ci aprite noi
andremmo a casa, che il bimbo qui ha la mamma malata e starà in pensiero ».
Ma non si
mosse, si voltò invece verso l'avvocato.
« Voi, non
avete niente da aggiungere? ».
Aveva dato
un'occhiata fulminante allo Sghei. L'avvocato, infatti, diventò rubizzo.
« Aspetti
signora, non vada via, io devo ringraziarla! Per me e per il Banco. Se non
fosse stato per lei ... che guaio, che guaio! ».
« Non è
merito mio, ma del mio Idamo. Il bambino ha capito tutto leggendo la Domenica
del Corriere ».
Lo Sghei mi squadrò
sorpreso da capo a piedi.
« Sa già
leggere? ».
La zia
annuì. Come mi divertiva quando recitava da primadonna. Ci andavo matto.
« E far di
conto, con tutte e quattro le operazioni, anche con due decimali. Per cui se
lei gli intesterà un libretto a suo nome, con una cifra che testimoni la sua riconoscenza,
e quella del Banco, s'intende, lui, col mio aiuto, è ancora piccolo nevvero,
potrà imparare anche a contare gli interessi composti ».
L'avvocato
assai confuso, mentì farfugliando che ci aveva pensato già da prima, al momento
della cattura dei furfanti. Stava per uscire, Ida, ma tornò indietro dal
Pinzauti, per infliggere il colpo di coda. Quello dello scorpione, suo segno
dello zodiaco.
« Lei,
Egidio, legge la Domenica del Corriere, nevvero? ».
Egidio fece
cenno di sì. Né lui, né maresciallo, né gli altri, capivano. La zia continuò
beffarda.
«
Complimenti per il diversivo: al posto dei Capelli Rossi, i Maestri Sellai! Ma
c'è da capire, è tutto pelato ormai e Asmaro ce li ha stopposi, d'un giallo
orrendo! ».
Fece un
altro passettino.
« Ma oggi
aveva tanto da fare e non l'ha letta l'ultima puntata, giusto? ».
Egidio annuì
ancora.
« Male, si
deve leggere le cose fino in fondo! Se l'avesse fatto, stamani, magari ci
avrebbe ripensato. Non fosse per altro che per studiare meglio il piano. L'idea
è di Conan Doyle e lei ha rubato anche quella, ma, ossessionato dalla fretta,
non ha saputo far di meglio del furfante arrestato da Sherlock Holmes! In
futuro, se ne avrà occasione, si applichi di più! ».
Uscimmo,
finalmente! Le fisarmoniche avevano terminato con le canzonette: suonavano il
Nabucco, questa volta troppo lenti. In cima a via Roma s'incontrò Ettore che
era stato mandato a chiamare d'urgenza dal maresciallo. Trotterellava tutto
contento. Ci credo. Non si poteva lamentare, aveva intascato trecentocinquanta
lire lavorando un giorno e basta!
Quanto a me,
fu quel giorno che decisi di fare il dottore. Visto che alla zia piaceva così
tanto fare Holmes a me non restava che la parte del Dr. Watson, che raccontava
le avventure di Sherlock!
FINE

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