lunedì 14 aprile 2014

Il Maigret che preferisco (I)



Il Maigret di Bruno Cremer


Italiano? No, svizzero!

Parte I: l'attore
Bella sfida! Jean Gabin, Gino Cervi, Pierre Renoir, Abel Tarride, Rupert Davies, Harry Baur, Albert Préjean, Charles Laughton, Michel Simon, Maurice Manson, Heinz Ruhmann. E non credo siano tutti! Ma lui l'ha certo vinta. Misurato, stringato, essenziale e credibile, personalmente lo ritengo il miglior Maigret.




Il confronto è anche facile, perché lui ne ha interpretati così tanti, di romanzi, che si può fare il raffronto con gli altri attori, anche coi "mostri sacri".  Da questa analisi emerge una certa "vicinanza" con Gino Cervi.
La  carriera di Bruno Cremer   inizia come attore di teatro nella piéce Robinson di Jules Supervielle. Negli anni successivi porta sui palcoscenici pièces di William Shakespeare, Oscar Wilde e Jean Anouilh. Che sapesse recitare si vede!
Al cinema debutta negli anni cinquanta e nel corso della sua carriera cinematografica recita in diversi film francesi e non, al fianco di attori come Jean-Paul Belmondo e Alain Delon.



A Maigret non è arrivato sguarnito. Tra le sue migliori interpretazioni cinematografiche sono da citare Il caso "Venere privata" di Yves Boisset (1970) dove ha prestato il fisico e il volto al personaggio di Duca Lamberti, l'ex-medico e detective free-lance, nato dalla penna dello scrittore Giorgio Scerbanenco, e Lo sparviero di Philippe Labro (1976), nel quale ha vestito i panni della Iena, un freddo serial killer al soldo di un'organizzazione della malavita francese.
Nel 1988 interpreta Furore e grida (De bruit et de fureur), diretto dal regista Jean-Claude Brisseau.
Nel 1989 recita nel quarto capitolo de La Piovra dove interpreta l'inquietante affarista Antonio Espinosa (presente anche nel quinto 1990 e nel sesto capitolo) e nel 1991 indossa per la prima volta i panni del commissario Maigret, il famoso personaggio nato dalla penna di Georges Simenon. Continuerà in questo ruolo sino al 2005, nella serie televisiva Il commissario Maigret, una produzione franco-belga-svizzera di 54 episodi, che lo porta al successo nel mondo francofono e non solo.
Un successo meritato. Come attore di teatro, Cremer conosceva di certo il Metodo Stanislavskij. Lo stile di insegnamento della recitazione messo a punto da Konstantin Sergeevič Stanislavskij (che solitamente lo chiama psicotecnica) nei primi anni del '900.
Il metodo si basa sull'approfondimento psicologico del personaggio e sulla ricerca di affinità tra il mondo interiore del personaggio e quello dell'attore. Nella seconda parte vedremo come l'attore si sia immedesimato nel commissario. 
(I-segue)

Nessun commento:

Posta un commento