giovedì 26 giugno 2014

Il gufo giallo (67)


Rubrica letteraria

Il gufo giallo
recensioni di romanzi gialli

Giudizio n.  66

 

L'occhio di Osiride  
Richard Austin Freeman
Polillo editore

 

 

 

Un tuffo nel passato

Un romanzo deliziosamente vintage. Anche se riportato a nuovo splendore grazie ad una nuova traduzione integrale, mantiene un sapore antico. Devo ammettere che, lettura fatta da ragazzo in un Giallo Economico Mondadori (trovato in una busta a sorpresa), l'intreccio giallo lo conoscevo. Interessante, ma la soluzione, allora come ora, è facilmente intuibile).

   

Un po' di trama. Appena rientrato a Londra da Parigi, John Bellingham, noto egittologo inglese, lascia la valigia al deposito bagagli della stazione di Charing Cross e si reca a casa del cugino George Hurst, che sarà di ritorno tra mezz’ora. Nell’attesa, il professore si accomoda nello studio, ma quando il padrone di casa rientra non trova anima viva. La cameriera, che per tutto il tempo era rimasta in una stanza da dove poteva controllare le porte, giura che nessuno è uscito di casa.  Ingredienti: sparizione, misteri esotici e camera chiusa!

Toccherà a John Thorndyke, il grande “investigatore scientifico” creato dalla penna di Richard Austin Freeman, trovare la soluzione in questo celebre (un po' sopravvalutato, per la verità) romanzo del 1911, inserito nella lista delle pietre miliari del giallo compilata da Howard Haycraft ed Ellery Queen.

 

Freeman ha ben altri e più importanti meriti. E' l'inventore (col racconto The Singing Bone - 1912) della "inverted story", la tecnica narrativa poi resa famosa dal Tenente Colombo. In esso i lettori, sconvolti e affascinati, sono per la prima volta testimoni del delitto: l'incognita non è più l'identità dell'assassinio ma come verrà smascherato. La tv non era ancora stata inventata.

Voto ***1/2/5

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