martedì 25 ottobre 2016

Moribondi


Cicli di vita dei Social Network
(agonie con accanimento terapeutico)
Ritorno sul tema anni dopo. Allora affermavo che ogni prodotto ha un ciclo di vita.  Le piattaforme per i Social Network sono prodotti. Ora alcuni sarebbero morti, ma sono tenuti in vita solo per "interessi paarticolari". Sopravvivono, solo grazie a flebo, sostegni sospetto  e azioni indicibili...
Il panorama è variegato. Vediamo un po'.
Splinder: E' morto, viva Splinder, almeno non ha pretese! Ogni tanto (ancora!) incontro qualcuno o qualcuna che lì c'era. Esprimono nostalgia... di che? E' vero che era piattaforma italiana, ma anche parecchio ingessata. Su Facebook, qualche anno orsono, era nata una pagina "Reduci da Splinder" ... suggerii perché non "Naufraghi da Splinder"?  Ormai è cosa penosa.
Facebook: all’inizio funzionava bene, ora è rumore: troppi contatti, troppi gatti, troppi cani, troppi nipoti!  Un post sopravvive sì e no sei/sette ore e le foto, le poesie e i “capolavori” sono penosi. Si “rinnova” continuamente peggiorando a ogni modifica: vedi il conclamato “Diario”. Ormai è invaso da zie, nonni e nonne che vogliono mostrare, non i nipotini, ma i loro gattini. Tantissimi pets. Sembra la vetrina di Wiskas!
Twitter: funziona ancora nei paesi del nord Africa, mi dicono (lo dice la stampa) sia per la protesta sia per la microimprenditoria. Da noi la gente comunica i sui crucci o i suoi banali successi: il figlio si è laureato con 96/110, capirai! Nessuno ormai ha capito che uso farne (alcuni, orrore, chattano!) e se ti metti a seguire un quotidiano ti arrivano cento segnalazioni al giorno di articoli di cui non te ne frega un tubo! Vita media di un post: sei o sette minuti, in certe ore meno. Ultimamente è stato invaso dopo i politici, dalle pubblicità: invisitabile!   Durerà, ah saperlo! Pensierino in attesa della fine: "Se su Twitter arriva lo spot pubblicitario, Twitter è morto!"
LinkedIn: la rete di professionisti che ti permette di trovare lavoro! Questo una volta. Se qualcuno l’ha trovato ce lo faccia sapere. Ho cominciato ad usarla come vetrina di marketing librario: niente!!!. Comincio a credere che i professionisti, troppo impegnati a cercare lavoro, non lo leggano. I gruppi di discussioni languono o sono morti. Sì, le discussioni sono tali e quali... lente e poco (ormai nessuni ci va) partecipate!
Google+: nato vecchio e come i vecchi non cresce! Ormai è morto. 
Anobii: nonostante l'acquisto da Mondadori è in via di estinzione. La sua dinamica relazionale è pari a quella degli zombie. Le visite segnalate sono sporadiche. Sembra di visitare il camposanto di Montparnasse! I gruppi di discussione languono come i sedimenti di guano nella Terra del fuoco.
Blogger: Non sembra male, pur con qualche incertezza di paging, è supportato da Google+ e ciò aiuta, ma i blog, lo si sa, sono tanti (milioni di milioni!), ma poco visitati.
A presto!

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