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mercoledì 24 febbraio 2021

Lolita

 LOLITA LOBOSCO

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Ma ce  n'era proprio bisogno?
 

Questa non è una recensione, è un rigurgito di rifiuto! Una fiction Rai imbarazzante, di cui, a ben calcolare e vedere, si poteva fare a meno! 
Motivazioni:
1. E' priva di valore aggiunto: fantasia e novità!
2. Non è un giallo nemmeno se lo dipingi! 
3. I luoghi comuni si sprecano!
4. I personaggi sono stereotipi!
5. C'è un sardo che parla barese! (ci prova)
6. L'attrice non ha la misura 5!
 
Moventi:
a. Spot pubblicitari con "Montalbano"!
b. Aiutare la Sonzogno!
 
Cose imbarazzanti:
1. Ha la macchina del rag. Ugo.
2. E' infatuata di Salvo Montalbano, il personaggio.
3. Ha le scarpe di Victoria "V.I." Warshawski.
 
Ma a noi che c'importa?
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martedì 5 gennaio 2021

Covermania (XXII)

 

COVERMANIA XXIV
 

W la BEFANA!
 
La Befana, che nessuno ha mai visto davvero (se no che mito sarebbe?), è stata nei secoli variamente rappresentata e interpretata. Vi offro qui una rassegna molto succinta di befane anche discinte!
 

Ai primi del '900 era uno stile molto barocco...
 
Preferisco allora cominciare con rappresentazioni fumettistiche tratte da vari giornalini tra gli anni '30 e i '60...

 

Questa è di Benito... Ma che avete capito? Non "M", ma Jacovitti!
 

La premiata ditta Disney chiese a Nocciola la prima interpretazione...


... e anche la seconda e la terza, con qualche miglioramento estetico ...
 

... ma non bastò, alla lunga vinse Amalia, la maliarda strega del Vesuvio!
 

Che dire, già le "pin up" si erano appropriate del personaggio.
 

 
A Hollywood c'erano attricette che interpretavano una pin up epifanica!
 

Sicuramente le matite di quei bravi cartellonisti esprimevano più emozioni calde!
 

Forme rotonde, non aereodinamiche, ma attraenti...
 

Befane rifatte con silicone e botulino...
 

Così il mondo va sottosopra!
 
 

Certamente vista da sotto fa venire qualche idea...
 
 

Allora cominciate a immaginarvela, anche vista dal lato A...
 

Ma rimarrete delusi! Frustrati, shockati!!!  Diceva mia nonna: "La Befana non la devi vedere, se no ti fa una 'maganza' (malia) e diventi più brutto di lei!". Comunque sia uno ci può rimanere male! 

(XXIV - segue)

mercoledì 20 maggio 2020

COVERMANIA XXIII


COVERMANIA
 Un lungo affascinante viaggio dalle regioni del noir ai territori del west
XXIII 
Wyatt Earp nel cinema: le locandine dei film

Wyatt Earp

La figura di Wyatt Earp, forse il più famoso sceriffo del west, ha ispirato numerosi registi che hanno girato film western (e non) incentrati sulla sua complessa figura. Un uomo della frontiera, dai mille mestieri, discusso e discutibile, ma un gigante.
Non cito le serie fiction TV, non tutte sono infatti citabili!

Wild Bill Hickok
    Wild Bill Hickok, film western muto del 1923 di Clifford Smith, primo film dove compare il personaggio di Wyatt Earp, anche se in un ruolo marginale, e unico film prodotto quando egli era ancora in vita. Non sono riuscito a trovare la locandina, vi propongo una foto del vero personaggio principale.

    Law and Order, film western in bianco e nero del 1932 di Edward L. Cahn, primo film a rappresentare la sparatoria all'O.K. Corral. La locandina è persa, ma c'è una foto dell'OK Corral.


    Frontier Marshal, film western in bianco e nero del 1934 di Lewis Seiler, ove George O'Brien interpreta un personaggio di nome "Michael Wyatt";

    Gli indomabili (Frontier Marshal), film western in bianco e nero del 1939 di Allan Dwan, ove Wyatt Earp è interpretato da Randolph Scott;

    Tombstone, the Town Too Tough to Die, film western in bianco e nero del 1942 di William McGann, ove Wyatt Earp è interpretato da Richard Dix;

    Sfida infernale (My Darling Clementine), film western in bianco e nero del 1946 di John Ford, ove Wyatt Earp è interpretato da Henry Fonda;

    Winchester '73, film western in bianco e nero del 1950 di Anthony Mann. Il paese dove si svolge il torneo per aggiudicarsi il fucile Winchester è proprio sotto la tutela dello sceriffo Wyatt Earp che fa il giudice della gara di tiro. Come si dice "un cameo"!
    Wichita, film western del 1955 di Jacques Tourneur, ove Wyatt Earp è interpretato da Joel McCrea. Uno dei primi dove si vede il tiro a due mani!

    Sfida all'O.K. Corral (Gunfight at the O.K. Corral), film western del 1957 di John Sturges, ove Wyatt Earp è interpretato da Burt Lancaster. Un classico.

    Il grande sentiero (Cheyenne Autumn), film western del 1964 di John Ford, ove Wyatt Earp, in una parte non di protagonista, è interpretato da James Stewart;

    L'ora delle pistole (Hour of the Gun), film western di John Sturges (1967), ove Wyatt Earp è interpretato da James Garner;

    Doc, film western del 1971 di Frank Perry, ove Wyatt Earp è interpretato da Harris Yulin;

    Intrigo a Hollywood (Sunset), film-commedia del 1988 di Blake Edwards, ove Wyatt Earp è interpretato da James Garner. Per chi non lo sapesse Wyatt aveva fatto anche il consulente cinematografico sulle scene di sparatoria!
    Fievel conquista il West (An American Tail: Fievel Goes West), film d'animazione del 1991, in cui il "personaggio chiave" è lo sceriffo Wylie Burp, evidente citazione a Wyatt Earp. Tralascio la locandina.

    Tombstone, film western del 1993 di George P. Cosmatos, ove Wyatt Earp è interpretato da Kurt Russell: credibile... ma non fa dimenticare Jena Kid!!!
    Wyatt Earp, film del 1994, di Lawrence Kasdan, ove Wyatt Earp è interpretato da Kevin Costner. dettagliato e preciso: perciò parecchio noioso, anzi pallosissimo!
    Pallottole cinesi (Shanghai Noon), film western-comico del 2000 interpretato da Jackie Chan e Owen Wilson: nella scena finale del film Roy O'Bannon (Owen Wilson) dichiara che il suo vero nome è Wyatt Earp. Tralasciamo per carità di patria.

    Wyatt Earp - La leggenda (Wyatt Earp's Revenge), film del 2012, di Michael Feifer, Wyatt Earp è interpretato da Shawn Roberts nell'anno 1878 e da Val Kilmer nel 1907. Nel film, in un'intervista concessa ad un reporter, Earp ripensa al suo passato. Poca emozione, molta storia.

    Tombstone Rashomon, film western del 2017 di Alex Cox. Senza gloria! Da non vedre e dimenticare subito!

(XXIII - Segue)



 
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giovedì 14 maggio 2020

COVERMANIA XXII

COVERMANIA
 Un lungo affascinante viaggio dalle regioni del noir ai territori del west
XXII
Ormai avrete capito che sono appassionato di copertine, cover, locandine e manifesti. Sabato mattina, ben attrezzato (mascherina e guanti), sono andato a fare un giro "interessato" ad un mercatino di libri e fumetti usati. A dire il vero ero interesasto ai fumetti, ma mi accompagnava un amico esperto: lui è  collezionista di gialli e di magazine (meglio se con fanzine!) anni venti e trenta.  Volevo approfittare di lui per risalire alle fonti segrete (ma non troppo) del giallo. Era già davanti alle bancarelle, "vieni con me", mi ha portato a un banco e si è messo a trattare il numero uno de Il cerchio verde (vedi sotto più avanti). 
Si è sentito chiedere “non trattabili” 650,00 euro (un anno fa erano 530,00!). In tempo di crisi epidemica ci aspettavamo meno. Non ci siamo neppure sognati di comprarlo, ma è stata l'occasione di far quattro chiacchiere col venditore, davvero esperto, appassionato e rigoroso nel rispettare le distanze.  
Mi sono segnato alcuni nomi e qualche data, poi sono corso a casa e ho fatto una ricerchina. Ecco qua il risultato.
Nel 1929 la Mondadori inizia la pubblicazione de I romanzi gialli (Solo nel ’46 diventeranno I gialli Mondadori). Di seguito i primi tre numeri. Si noti l'assenza del cerchio, nei primi è un esagono, brutto e un po' invadente. Il cerchio verrà dopo, se andate avanti capirete perché. Come vedete si parte alla grande.



Il confronto non regge: il colore giallo è molto più accattivante!
n.1:  S.S. Van Dine – La strana morte del signor Benson (1926)
n.2: Edgar Wallace – L’uomo dai due corpi (1922)
n.3: R, L. Stevenson – Il club dei suicidi ( 1878)
Nel 1935 la Mondadori decide di avviare anche un magazine: Il cerchio verde. Durerà solo fino al 1937, non rimarrà che un cerchio rosso a caratterizzare i gialli! Sotto il primo quotatissimo numero (quello che ho visto era in condizioni migliori!). Racconto clou: Il fantasma dell’americana.
n.1: Il cerchio verde
Poi l'evoluzione che porterà al "Giallo Mondadori" come l'abbiamo conosciuto noi.


n.37, anno II: Il cerchio verde
n.38, anno II: Il cerchio verde 



Nel 1935 esce Orient Express, da Charlie Chan siamo arrivati a zia Agatha! A dire il vero la scritta in testata "Poirot sempre più in gamba", fa un po' sorridere. Oggi nessuno la scriverebbe. Come vedete ormai il "giallo Mondadori" è definito, Il cerchio non è più verde e il cerchio rosso è elemento stabile della copertina.


Non dimentichiamoci del Commissario Maigret
Belli, ma se volete far acquisti chiedete prima un mutuo, ve lo consiglio!

(XXII - segue)