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sabato 1 aprile 2023

Nuovo Dizionoirio (XXIV)


Dall'A alla Z

miscellanea estemporanea e semiseria sul genere giallo/noir

ovvero il mio Dizionoirio


Parte XXIV


L

 

Labirinto Mortale

Labirinto mortale (The House on Carrol Street) è un film di Peter Yates  con Kelly McGillis, Jeff Daniels e Jessica Tandy. Il titolo italiano, stupidamente ad effetto, non è da considerare.

Si svolge a New York 1951  durante la crociata anticomunista (La caccia alle streghe) lanciata dal senatore McCarthy. Una giovane giornalista (fotoreporter), perde il posto perché sospettata di avere idee sovversive. Pe sopravvivere va a fare da lettrice a un’anziana signora con gli occhi stanchi. La vecchietta abita in una vecchia casa nel Queens, in Carrol Street,  con un grande e incolto giardino.

 

Da lì la ragazza scopre le trame di un'organizzazione clandestina che fa entrare negli USA ex nazisti con nomi di ebrei defunti. L’aiuta un agente FBI che le era stato messo alle calcagna. Scritta da Walter Bernstein, finito 40 anni fa sulla lista nera come intellettuale di sinistra. Un godibile thriller che doveva essere di serie B, ma che, essendo molto ben fatto e ben recitato, è finito in A!

Qualcuno sostiene che  la sceneggiatura sia poco credibile e che difetti di fluidità, per me non è vero e alcuni personaggi di contorno sono azzeccati con notazioni intelligenti. Non manca poi la suspense.

Di fatto regge al passare del tempo e ora se ne apprezza ancora di più il rigore formale. Credo che il meccanismo della suspense sia ben oliato. La trama non è certo originalissima, ma Hitchcock, su atmosfere del genere, ci ha davvero abituati male!


La McGillis, reduce dall’erotismo quasi monacale (moglie di un Amish), de Il testimone, ci stupisce con le sue occhiate piene di sospetto e con atletiche corse da mezzofondista (lo era davvero, però: poteva andare alle Olimpiadi!). Daniels, attento e coinvolto è perfettamente nel ruolo.  Splendida fotografia di M. Ballhaus che rende piacevolmente vintage l’ambientazione storica. Da antologia l'inseguimento alla Grand Central Station che, ovviamente, s’spira al maestro Alfred! Un buon film, credo sottovalutato, da rivedere e gustare, se vi aggrada un po' di tensione.

 

Lansdale Joe Richard Harold

E' padre sopravvalutato degli altrettanto sopravvalutati Hap&Leonard, due paradossali e fuori dalle righe detective. Praticano l'ironia della violenza, personalmente non mi fanno ridere per niente.

 


Per sua fortuna ha scritto anche altre opere, tra cui romanzi, tanta roba.

 


 

Di Hap&Leonard è stata realizzata anche una serie televisiva (di scarso successo) statunitense. La prima stagione riprende le vicende del romanzo Una stagione selvaggia. Mi sono fermato alla prima puntata e non vi so dire altro: penso di non essermi perso niente!

 

Larson Stieg

 


A proposito di sopravvalutati, Larson è nei primi posti della classifica (insieme a qualche altro, o altra, autore nordico). Anche lui si sopravvalutava da solo! Quando faceva il giornalista (per una specie di Espresso: un magazine d'inchiesta) affermava infatti: "È molto facile scrivere romanzi polizieschi. Molto più difficile è scrivere un articolo d'inchiesta con seimila battute in cui tutto dev'essere esatto al cento per cento!". Peccato che abbia scritto romanzi di più di 800 pagine dove niente è esatto!

Nel 2002 segue quella che per lui è la via più facile: inizia a scrivere Millennum. Dopo appena due anni, nel 2004 (era davvero facile o aveva dei ghost writer?) ha completato le circa 2500 pagine della trilogia.

Un mattone (anzi tre) incredibile! Si salverebbe solo il personaggio di Lizabeth Salander se con le sue sfaccettature estreme, con la sua instabilità caratteriale, non sembrasse il personaggio di un'altra storia.

 

 


Di una storia cyberpunk, tanto per essere precisi. Appare dopo qualche centinaio di pagine e sembra entrarci come il cavolo a merenda, poi si prende la scena! Madonna che fatica!


Ma torniamo al nocciolo della questione:   Uomini che odiano le donne (primo tomo) non ha le caratteristiche di un romanzo Cyberpunk.

 

In più sembra la copia esasperata (anche un po' stiracchiata) di Michelle, la ragazza border line (strana assai e misteriosa) del film Frantic di Roman Polansky.

Com'era naturale la trilogia ha generato tre film: uno più brutto dell'altro, Della serie "Errare humanum est, perseverare diabolicum"!

 

Poi, sull'onda degli incassi, son nati gli apocrifi. La vedova di Larson (per le leggi di quel paese) non poteva ereditare i diritti, si è allora arrangiata con i già attivi Ghost Writer (quelli che avevano aiutato Stig nel 2002)!

Si spera che prima o poi si finisca di produrre spazzatura contribuendo a mettere a rischio le foreste amazzoniche: che Greta ci metta un occhio!

 

(Parte XXIV - segue)

(Ritorna alla parte XXIII)

 

 

 

 

mercoledì 29 marzo 2023

Nuovo Dizionoirio (XXIII)


Dall'A alla Z

miscellanea estemporanea e semiseria sul genere giallo/noir

ovvero il mio Dizionoirio


Parte XXIII


K

Kerry Drake

 

Kerry Drake (look alla Bogart) è una serie di fumetti dell'americano Alfred Andriola pubblicata come fumetto dal 1943 al 1983 da Publishers Syndicate  (in) .


Kerry Drake  inizia come detective privato, poi, a metà degli anni ’50, dopo l'assassinio della sua segretaria e fidanzata, Sandy Burns, diventa un agente di polizia. Dal 1958, il fumetto, che fino ad allora era stato un fumetto poliziesco realistico e piuttosto violento (lo definirono un polar!) si è evoluto (mutatis mutandis) in una soap opera con sullo  sfondo   intrighi polizieschi a volte molto tenui.

 


Lanciato per sostituire il famoso fumetto poliziesco Dan Dunn, Kerry Drake è considerato una delle principali serie poliziesche d'America. Ha vinto il Premio Reuben per il suo autore nel 1971.

Killer

Antico mestiere quello del killer. Assassino prezzolato per uccidere da chi se lo poteva permettere: oba da ricchi! Da noi è chiamato sicario. Non si sa se sia il killer o la prostituta il mestiere più antico del mondo. È certo che si trovano tracce antichissime, nella notte dei tempi…


E’ comunque difficile storicizzarlo perché spesso operava con un soprannome come Micheletto il sicario del Valentino.

Nel cinema ci sono molti esempi. Ne ho scelti tre, quelli che messi insieme meglio rappresentano il personaggio.

Sentenza: Nel film Il buono il brutto  il cattivo è il cattivo assoldato per trovare, ad ogni costo e non badando alle pallottole, una persona. Spietato e cinico. Muore nel famoso “triello”!

 


Joubert: Nel film I tre giorni del condor è il killer con cui deve fare i conti il “Condor”. Un professionista serio, tenace e  con solida etica professionale!

 


Trabucco: È l’assassino (Walter Matthau) un po’ imbranato di Buddy Buddy, film commedia satirica. Viene ostacolato dall’ancora più imbranato Victor Clooney (Jack Lemon). Non si capisce come abbia fatto a diventare un killer ben pagato.

 

Killer (serial)

Uno che si diverte ad ammazzare la gente. Da casi reali in USA sono tratti molti film dove il killer usa sistemi cervellotici (da Settimana Enigmistica) per rivelarsi e farsi prendere.

 


Il film Zodiac è un esempio (dei peggiori!). Il Serial killer sembrava un’invenzione tutta americana finché non è arrivato Il Mostro di Firenze. 

Non si sa chi fosse (ormai sarà defunto!) ma è certo che non era appassionato di enigmi, (così appare alla prova dei fatti e anche a quella delle condanne: dei semianalfabeti!) forse è per questo che non è mai stato preso!

 

Kriminal

Kriminal è  personaggio icona dei fumetti neri italiani. Un gloria nazionale! Creato negli anni sessanta da Max Bunker e dal disegnatore Magnus, le storie sono state pubblicate per la prima volta dal 1964. 



Ha resistito sul mercato fino al 1974 sulla omonima serie edita dall'Editoriale Corno. È degno compagno di   Satanik e Diabolik, ma Dylan Dog fu, ed è, altro!    A fine anni sessanta il successo della serie portò alla realizzazione anche di due film: Kriminal, del 1966. Da evitare!   Il primo numero della serie a fumetti rappresenta in assoluto la prima opera completa realizzata dal famoso disegnatore Magnus che poi ha fatto pure di meglio!

 


Vediamolo all’opera. Il coltello, che sa anche  lanciare  come Diabolik, è la sua arma preferita.



Per attrarre i lettori, non mancavano mai un po’ di nudi, magari con contorno di sadica violenza!


Fu molto criticato dai benpensanti, non solo di matrice cattolica,  che chiedevano rigorosa censura!

 

(Parte XIII - segue)

(Ritorna alla Parte XXII)