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giovedì 7 maggio 2020

INDAGINI SILENTI


ELEMENTARE WATSON!
130 indagini mute di  Sherlock Holmes
Secondo gli studiosi, gli storici contabili del cinema, furono prodotti, tra il 1903 e il 1925 circa 130 film basati sul personaggio di Sherlock Holmes. 
Un dato per me impressionante. Che però fa riflettere.
Sul mitico detective ci sono varie correnti di pensiero. Due le principali. 
a) E' un genio dalla logica sopraffina, secondo gli ammiratori. 
b) E' un pallone gonfiato e "parolaio" secondo i detrattori. 


Premetto che io, essendo fanatico ammiratore dello Sherlock interpretato dal grande Basil (vedi foto) seguo la prima. Scoprire che gli spettatori sono accorsi a vedere, vedere e basta (musichetta a parte) 130 film mi credere di essere dalla parte del giusto. Non solo mi fa pensare che la logica di Holmes non sia poi così astrusa come sostengono i maligni. Se la gente l'ha capita senza udire una parola... sì, è vero sto un po' barando: avevano quasi tutti letto i racconti!

Non troppo però. Facciamo una breve rassegna (oltretutto un gran numero di pellicole sono andate perdute) e scopriremo che ci sono anche testi che non sono stati creati da Conan Doyle. Il primo film, Sherlock Holmes Baffled, cioè beffato, superato in astuzia. Non si trattava di un racconto di Conan Doyle risale al 1903, durava 32 secondi e ovviamente era un film muto.

Fu realizzato dall'American Mutoscope and Biograph Company e proiettato dentro quel marchingegno rosso. L'attore, di cui riporto due fotogrammi è purtroppo sconosciuto.

Dal 1908 al 1911 sono prodotti altri 13 minifilm da parte di una società danese.

Il successivo ciclo arriva finalmente dal Regno Unito e vede un totale di 47 pellicole con Eille Norwood nella parte di Holmes.

Hubert Willise recitava in quella di Watson. Tutti i sopracitati sono produzioni canon, cioè basate sui lavori di Arthur Conan Doyle.

Una trama originale fu adottata dal   leggendario Buster Keaton, che creò un film dove un giovane artista cinematografico sogna di diventare un grande detective.




Sherlock Holmes è   del 1922  diretto da Albert Parker. Fu il film d'esordio di Roland Young e di William Powell.
John Barrymore è Holmes e    Roland Young fa Watson.
Basato sulla commedia Sherlock Holmes di William Gillette andata in scena a New York il 6 novembre 1899 e sui personaggi creati da Sir Atthur Conan Doyle.

sabato 2 maggio 2020

Quattro passi nel noir (II)


DUBITO ERGO SUM!
"Continuo a leggere il noir,
ma mica ho capito cosa sia!"



Parte II

Un'ipotesi di semplice classificazione


Per ben definire occorre classificare! Così la pensava Limneo.
Come abbiamo visto tanti sono i dubbi. Domande sussurrate con interesse rimbalzano dalle librerie al Web, da Internet ai settimanali, dai magazine ai quotidiani.
Cos'è il noir? Cos'è il thriller?  Cos'è, allora , il giallo? Domande ricorrenti, insoddisfatte e anche insistenti, se non ostinate. Se le pongono, ormai, anche illustri accademici o eminenti scrittori e saggisti preclari.  Propongo questo Diagramma (grafo) di Venn per cercare di aiutare a capire. Se non conoscete questi film o questi romanzi, però... be', allora non c'è speranza!


Dark Passage è universalmente riconosciuto come  l'archetipo del noir, ma questa fama l'ha guadagnata solo dopo che  a Parigi fu proiettato il film nelle sale. 


Gaslight, un film (ex dramma teatrale adattato due volte a film) lo è invece del thriller.  Io parlo del secondo film. 


Assassinio sull'Orient Express, nessuno obietta (anche se c'è ancora qualche fanatico che si mette a recitare la filastrocca dei Dieci piccoli indiani!),   viene dopo le famose copertine Mondadori eppure è icona del giallo classico...  

Continuate voi a mettere le tessere del puzzle! Non ci riuscite? Vi aiuto. Nel giallo classico interessa  "chi è stato?", allora si avvia un'indagine (insieme al giallo classico, proprio sotto, ci sta il poliziesco). Nel noir la domanda "perchè è accaduto?", da inizio a una rivelazione: verità scomode sul contesto sociale. Nel thriller "chi sarà che mi minaccia?" innesca una elusione (una fuga disperata, insomma, ma anche di apprendimento). Ma ci sono gli ibridi... e, nel diagramma di Ven, anche l'aria centrale dove tutto si combina! 

(Fine) 

venerdì 1 maggio 2020

Quattro passi nel Noir (I)


DUBITO ERGO SUM!
"Continuo a leggere il noir,
ma mica ho capito cosa sia!"



Parte I
In tempi di forzata clausura per allarme sanitario si legge di più, si legge di tutto e poi sorge la domanda: "Cosa ho letto?" Soprattutto se pensavo fosse un giallo e scopro invece che è un noi! 


 
Pensavo fosse amore... invece era un calesse! Recitava il titolo di un film di Troisi, da coi deriva anche il detto "Se la mi' nonna avesse le ruote... sarebbe un carretto!"
. Come si vede i dubbi, per associazione d'idee, possono portare lontano!
Se si parlasse solo di film, sarebbe facile distinguere, coi romanzi lo è molto meno. E' giustificato che il genere letterario noir faccia sorgere di dubbi.
Sull'argomento sono intervenuto spesso, si vede che non bastava. Ricominciamo allora col dubbio. Vi ricordo che, a proposito di dubbi su questo genere letterario, ne “La bustina di Minerva” del n. 32 de l’Espresso persino Umberto Eco, un Grande Maestro del dubbio, col suo solito acume, s’interrogava sul noir.
“Mi sento sempre un poco imbarazzato quando mi si parla di un romanzo “noir”, benché il termine sia oggi abusatissimo, sia nelle recensioni che nella pubblicità. Certamente un romanzo noir non è un romanzo giallo …”.


Sarei completamente  d’accordo con U.E. se giallo fosse scritto “giallo”, ma rilevo anch’io da anni una grande confusione. Andea Camilleri e Alicia Gimenez Bartlett scrivono polizieschi, non noir! Non perché i loro personaggi sono poliziotti (che pure conta), ma perché fanno indagini istituzionali. Non vale però l’affermazione “Un poliziesco non è un romanzo noi”. Allora: “Ma cos’è questo noir?”.

Bogart nel film La fuga!

La colpa è dei francesi (del “giallo” è degli italiani) che nel ’44 appena liberati dagli alleati scoprirono i film americani degli anni ’40, bloccati dai tedeschi occupanti e dal governo fantoccio di Vichy. Dopo il film La fuga, arrivarono anche i romanzi e nacque il termine “noir”.
Fin qui niente di male anche perché le copertine erano nere (idea copiata e adattata dai gialli Mondadori).

Una quindicina di anni orsono si è scatenata la lotta tra le case editrici (principali colpevoli RTS e l'Espresso) che approfittando dell'onda favorevole della moda del noir, volevano rilanciare le vendite,  offrendo ristampe di romanzi gialli: nelle offerte erano tutti diventati dei noir: anche quelli di Agatha Christie!
La faccenda fu studiata dagli accademici e, come afferma anche U.E., non ci si capisce più nulla. Non pensate di poter far ordine o chiarirvi le idee. Soprattutto non sperate che vi aiuti io, da tempo ho preso le distanze.
C’è che fa risalire la nascita del genere al film Il gabinetto del dottor Caligari.


  

Il film, capolavoro assoluto dell’espressionismo tedesco, è del 1920. Muto ma onirico e immaginifico. Inquietante e ricchissimo d’immagini e inquadrature stupende. Ma non è un noir!Altri, sedicenti rigorosi, si rifanno a Il Dr Jeckyll e Mr Hyde.




Molto bello anche questo film, ma siamo fuori strada. Io credo che si debba considerare High Sierra (Una pallottola per Roy in Italia) come un segnale del prossimo arrivo del noir.




E' ragionando intorno a questo film del 1941 che si può trovare il bandolo (noir) della matassa. Una frase per tutte. "Quelli in gamba sono andati, morti o in galera. Vedi, se avessi solo quattro uomini come te, Roy, lavorare sarebbe uno scherzo!".
Non siamo ancora a La fuga (Dark Passage)  sempre con Bogart superlativo, ma il passo è breve.
Per sciogliere l'enigma occorre fare un passo avanti.

(I - segue)

martedì 28 aprile 2020

ROBOT ANTICORONAVIRUS


IN ATTESA DI QUELLI DOMESTICI 
E
 OSPEDALIERI
Nuovi robot
Watson2020, Jules29, Hercule27
Quando, gli androidi, già operai, e già detective, faranno anche gli assistenti per la salurte?

Siamo ormai circondati ma non dove servirebbero! Androidi badanti, robot giardinieri, automi investitori in borsa, robot che operano i pazienti, non infermire incontagiabili, ma robot detective o, peggio, robot commissari!
Facciamo un passo indietro, o avanti? 


Nel racconto Minority Report, di P.K. Dick, qulche decennio fa,  si prospettava un sistema investigativo preventivo... che previene il delitto. Sembra che siano già ora operativi androidi in grado di indagare su delitti commessi!

Corto Ciruito (ricordate quel tenero bellissimo film?), di fronte ad un problema da risolvere, chiedeva "Input input!".

Terminator invece aveva informazioni bastanti. Era "pronto a tutto" come un normale killer!




Nel film Il mondo dei robot, c'è pure quello pistolero, assassino!
 
Credo che le evoluzioni dell'Intelligenza Artificiale ci stiano passando  silenziose sopra la testa. I politici, sempre più attaccati alla propria poltrona, non se ne occupano, farebbero bene, invece, a farlo. Credo che i robot saranno la dannazione del genere umano... i nostri scienziato stanno allevando una serpe in seno! C'è già un robot che, senza fumare la pipa, fa il Maigret! Ve lo assicuro!
Paura eh!? Per esorcizzare questo scenario inquietante vi propongo un racconto giallo  fantascientifico. Non voglio dimostrare niente, ma solo invitarvi a rifletterci un po' sopra!
Quando Watson2020 credette di aver imparato
Sherlock alle prese con il laptop W2020!

 

Baker Street 221B trentasettesimo piano. Dal 2019 al posto del vecchio stabile vittoriano c'è una torre di quaranta piani. Sherlock Holmes, propronipote del celebre avo, vi abita circondato da numerose diavolerie domotiche. Watson2020, androide investigativo comandato da laptop, è una di queste. 
Watson2020 stava fissando intensamente, col suo visore trioculare al plasma di tristrion, il suo padrone fino da quando si era seduto a tavola per far colazione. A Holmes capitò di alzare gli occhi e di coglierne, oltre allo sguardo ammiccante e pieno d’ironia, il ronzio dei micro relais.
« Ebbene Watson, a cosa stai pensando? ».
« A voi ».
« A me? ».
« Sì, padrone Sherlock. Stavo riflettendo a quanto siano superficiali i vostri trucchi e quanto sia incredibile che il pubblico, soprattutto quello femminile, continui ancora oggi ad apprezzarli ».
« Sono d’accordo », disse Holmes, « Infatti mi ricordo di aver fatto anch’io, a volte, una riflessione simile... Technica Tempora currunt! »
Watson2020 sorrise con rigida sufficienza.
«  E’ davvero facile imparare i tuoi metodi. », osservò col miglior tono sarcastico che gli potesse consentire la sua educazione governata da logica neurale e anni di silicico apprendimento abduttivo.
« Senza dubbio. », rispose Holmes con un sorriso mite e pacato. « Forse tu stesso mi vorrai offrire un esempio di questo metodo di deduzione. »
« Con grande piacere! », ronzò, brillantando i led, Watson2020. « Io posso affermare che voi eravate molto preoccupato quando vi siete alzato stamattina. »
« Eccellente! », esclamò Holmes, « e come fai a saperlo? »
« Perché voi, che di solito siete uomo assai curato, vi siete dimenticato di radervi. Di solito, per prima cosa, vi fate la barba. »
« Buon Dio! Bravissimo! », si eccitò Holmes, « Non pensavo, Watson, che tu fossi un androide così attento e rapido ad apprendere. Ti facevo solo un robot d’azione. Hanno individuato qualcos’altro i tuoi tre occhi d’aquila? »
« Sì, Sherlock; voi avete un cliente di nome Barlow e non avete avuto successo nel risolvere il suo caso... potevate anche consultarmi! »
« Questa poi! Poffarbacco;  come fai a saperlo? »
« Ho potuto passare - non viola le leggi di Asimov, anche se la mia etica ormai umanoide... - col video scanner retrooculate il suo nome sulla busta, l’unico in stampatello. Quando l’avete aperta avete emesso un gemito e l’avete cacciata in tasca con espressione corrucciata. »
« Ti perdono la sbirciata, perché è una scoperta sorprendente! Ammirevole: hai davvero molto spirito d’osservazione. E che altro? »
«Temo, padrone mio, che vi siate dato alle speculazioni finanziarie. »
« Da cosa lo inferisci, Watson? »
« Avete aperto il giornale alla pagina finanziaria, il vostro dito strisciava nervoso sul touch screen, e avete pronunciato a voce alta un’esclamazione d’interesse: voi così riservato! »
« Stupefacente! Bene, veramente bravo Watson! Altre intuizioni? »
« Sì, Sherlock; avete indossato la giacca nera di fullerene fotosensibile invece della veste da camera fono assorbente, ciò prova che ora siete in attesa di un visitatore importante. »
« Qualcos’altro ancora? »
« Senza dubbio, ora che ho imparato il tuo metodo alla perfezione, potrei elencare altri dati, Sherlock, ma vi ho enunciato solo questi pochi per dimostrarvi che ci sono altri al mondo bravi come e più di te. »
Holmes si alzò e fissò Watson2020. La voce era diventata sarcastica.
« E ancora altri non altrettanto bravi. », replicò in astioso crescendo. « Ammetto che sono pochi, ma temo, mio caro Watson, che debba annoverarti proprio tra questi ultimi. »
Watson s’agitò sulla sedia.
« Che volete dire, padrone? »
« Ebbene, caro mio, temo che le tue abduzioni o inferenze, come le chiami tu, non siano così azzeccate come tu avresti sperato. »
« Volete dire che... mi sono sbagliato? »
« Appena un po’, ma è così, temo. »
Holmes si sedette nella sua poltrona e prese ad armeggiare con la pipa, ma senza caricarla di tabacco.
« Riguardiamo i fatti secondo il loro ordine: io non mi sono sbarbato perché ho mandato ad affilare il rasoio. Ho indossato la giacca perché, ancor peggio, ho un appuntamento di buon’ora, con collegamento Skypextragalactic col dentista. Il suo nome è Barlow e la sua lettera confermava l’appuntamento ... »

« ... devo aspettarlo nella sala asettica, davanti al robot Kalì3333, senza aver prima fumato. »
Ripose nervosamente la pipa in tasca.
« La pagina dedicata al Cricket è a fianco di quella finanziaria e l’ho aperta per vedere se il Surrey aveva tenuto con il Kent. Ma, coraggio, Watson, coraggio! I miei trucchi sono superficiali e senza dubbio l’imparerai presto! Comunque non ti preoccupare non ti rifenderò a un ferramenta! »
Holmes si alzò di scatto, artigliò un libriccino nero dalla scrivania, l’aprì alla pagina da cui sbucava la nappa di un nastrino rosso e lo mostrò a Watson2020. Un secondo appena e concluse senza pietà.
 « Il nome di Barlow è nell’agenda di casa e c’è anche il suo indirizzo con scritto accanto “dentista”. Ti sarà passato sotto gli occhi mille volte, era così…

Sherlock o fissò perfido.
« Bene, ora devi solo riassettare la casa, scopare il pianerottolo e rifare il mio letto. Credo che siano compiti più adatti a te che a Sorayana03, stanotte mi ha offerto servizi che tu non potresti nemmeno inferire! . »

Fine