Film
n. 18
Il grande caldo (The Big
Heat)
di Fritz Lang
con Glen Ford, Gloria Grahame, Lee Marvin, Alexander
Scourby
Il
sergente Dave Bannion, indagando sul suicidio di un poliziotto contro il
pressante parere negativo dei superiori, scopre una fitta rete criminale che
avvolge nelle maglie della corruzione gran parte della città. Continuare l'indagine
gli costerà la vita della moglie, uccisa da una bomba piazzata nella sua auto.
Cacciato dalla polizia, Bannion decide di farsi giustizia da solo, aiutato da
Debby (una perfetta Gloria Grahame) la donna del capo degli
scagnozzi del boss Lagana, sfigurata in volto dal caffè bollente gettatole in
faccia dal violento amante.
Nonostante la vena espressionista di Lang questo
film è molto influenzato dal cinema
poliziesco ispirato ai libri di Raymond Chandler. I
luoghi sono di rara efficacia. La casa di Bannion, i night, la centrale di
polizia, gli appartamenti di lusso e i cupi esterni metropolitani sarebbero già
perfetti per l’ambientazione noir. Lang li esalta col suo stile espressionista:
inquadrature tagliate, luci radenti e primi piani al massimo dettaglio.
Il protagonista (Glenn Ford) è un poliziotto
onesto in una città corrotta, duro abbastanza (è anche accusato di eccesso di violenza) da sfidare da solo il crimine
organizzato che infesta la città, ma nonostante questo non è un novello Marlowe, non è
un outsider, ha una famiglia, fa parte di una struttura pubblica (la polizia):
è integrato nella società, è quasi come noi! Quando non ce la fa più a
sopportare diventa un ariete che si scaglia contro il crimine, animato da un
mix ambiguo di sentimenti: desiderio di vendetta e ricerca della giustizia. In
pratica il nonno dell’ispettore Callaghan.
A rappresentare il Male nel film sono in particolare il sadico, efferato e violento Vince Stone (interpretato da un allucinato Lee Marvin), la violenza bruta, e il più sottile Mike Lagana (Alexander Scourby), che dietro una facciata rispettabile nasconde un abisso di malvagità senza fine. Alla fine una vittima si vendica... Un noir che fa montare la rabbia e fa fare il tifo per Bannion.
A rappresentare il Male nel film sono in particolare il sadico, efferato e violento Vince Stone (interpretato da un allucinato Lee Marvin), la violenza bruta, e il più sottile Mike Lagana (Alexander Scourby), che dietro una facciata rispettabile nasconde un abisso di malvagità senza fine. Alla fine una vittima si vendica... Un noir che fa montare la rabbia e fa fare il tifo per Bannion.
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