Giallo italiano
1970-2000
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Credo che gli ultimi trenta anni del secolo scorso abbiano visto l'affermazione, l'articolazione in generi specialistici e la crescita del giallo "tutto italiano". Quando, nel 1969, muore il re (Scerbanenco) del giallo (E' morto il re, viva il re!) sembra che tutto si fermi, anche Sciascia, dedicatosi alla politica, tace. E' un silenzio operoso, notturno, sotterraneo molte cose stanno per sbocciare, maturare, accadere. Andiamo a vedere quali.
Il primo decennio: la nuova primavera
Nell'ottobre del 1969 muore Giorgio Scerbanenco. Era appena uscito il romanzo I milanesi ammazzano al sabato. E' il quarto romanzo della fortunata serie di Duca Lamberti, il personaggio creato dall'autore in Venere privata (1966) e sviluppato negli anni a seguire, ha l'onore del nome sulla copertina, come Sherlock Holmes! Escluso dall'Ordine dei medici per aver praticato l'eutanasia, Lamberti è diventato, e sempre di più lo dimostra, un valente investigatore.
Nel '69 viene anche pubblicata la raccolta di racconti brevi Milano calibro 9. In essi non appare il Duca. Ma sono sprazzi neri, lampi di vero noir.
Il film con lo stesso titolo, a essa ispirato, fu un grande successo e dette inizio ad una lunga e non troppo brillante serie di genere "poliziottesco". Quentin Tarantino, bontà sua, lo ritiene un caposaldo e un modello per le sue opere.
Nel 1970 Piero Chiara pubblica I giovedì della signora Giulia. Un giallo ambientato in provincia. Un grande successo, eppure non è noir, non è hard boiled, anzi piuttosto soft, quasi soft boiled! Ha comunque l'impianto, ironia sottile a parte, di un giallo classico
Nello stesso anno la Rai produce la fiction con Tom Ponzi (doppiato e fuori ruolo) nel ruolo del commissario Sciancalepre! Peccato, per il resto è una produzione dignitosa.
Per qualche anno l'eredità (lascito difficile da onorare) di Scerbanenco non viene raccolta da nessuno. Anche nel cinema si nota una diversa vena, originalità talentuosa, d'autore!.
Nel 1970 Dario Argento realizza L'uccello dalle piume di cristallo. Un giallo classico, ambientato a Roma (zona Zoo) dove la vista inganna e solo l'udito fino e selettivo di un cieco risolve il mistero.
Il successo è enorme e il regista da subito seguito con 4 mosche di velluto grigio, meno rigoroso e più visionario, è il primo passo verso l'horror intellettuale di Suspiria. Purtroppo anche Dario Argento dette il via a una lunga serie di emulatori col filone del giallo all'italiana (detto anche, ingiustamente, spaghetti thriller!). Così chiamato anche se spesso e volentieri location e nomi erano molto esotici! Il confronto col noir francese è meglio non farlo, ne rimarremmo frustrati!
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