giovedì 1 ottobre 2015

Il film noir (05)


Il film noir



Per gli oscuri sentieri dell’anima

(05)

Un classico, esempio di stile

E' il momento di fare il punto. Una pietra miliare del cinema noir, anche se poco ricordato rispetto al altri capolavori, è Out of the Past (Le catene della colpa). Il film è del 1947, diretto da Jacques Tourneur, francese nato a Bergerac ma vissuto in America fin dall'infanzia e  americano a tutti gli effetti dal 1919. Ritengo sia uno dei migliori esempi di film noir per la trama articolata e il chiaroscuro delle immagini. Mi sarebbe piaciuto lo avesse girato in Francia in quegli anni, ma non si può avere tutto dal noir!



Ci offre in compenso un cinico detective privato come sofferto protagonista e una "femme fatale", la dark lady come sua subdola antagonista (sono le icone del noir Robert Mitchum and Jane Greer). La trama è un mosaico di molti flashbacks con voce narrante, illuminata da un drammatico chiaroscuro con  luce radente.


Un classico del film noir, così cupo e fatalista che persino le scene girate alla luce dello sfavillante sole di Acapulco o nella luminosa provincia americana sembrano incubi sovraesposti.

Tre fasi storiche
L'evoluzione del cinema noir passa attraverso tre fasi storiche.

I. Periodo bellico (1940-1945) caratterizzata dal detective privato che indaga da solo. Un “lone wolf” cinico e tenace.



Il film più rappresentativo di questo periodo è The Glass Key. Non a caso sarà l'ispiratore di Per un pugno di dollari. Ed Beaumont, il protagonista,    convinto dell'innocenza di un amico,  inizia a indagare e, anche se da solo, non desiste. Troverà molti ostacoli lungo il cammino, ma la sua dedizione all'amico e la sua tenacia saranno premiate.

II.  Realismo postbellico (1945-1950) caratterizzata da trame con  rapine, crimini di strada e corruzione politica. L'aspetto sociale è in primo piano.




Chiamate nord 777 è il film a cui si può far riferimento per questa fase. Chi indaga (James Stewart: essenziale ed efficace come sempre epiù di sempre)) inizia subito a incontrare una forte resistenza da parte delle forze di polizia e dell'ufficio del Procuratore dello Stato. Non vogliono che venga messa in dubbio la sentenza già emessa.
Di lì a poco subentrano anche le pressioni politiche dalla capitale, dove i politici vogliono silenziare una storia che potrebbe diventare per loro imbarazzante.

III. Degrado morale ed etico: disinteresse per l’onore pubblico, per gli ideali eroici, per l’integrità personale (1950-1958). Si nota la prevalenza di un  agire psicotico, motivazioni da bieca avidità e impulsi suicidi.

Ascensore per il patibolo (Ascenseur pour l'échafaud)  del 1957,  diretto da Louis Malle, suggella questo tormentato periodo.


Malle trasferisce le atmosfere nere delle metropoli americane a Parigi, una Ville Lumiere scura, notturma e grigia di giorno. Una Parigi, cupa, misteriosa, amorale, fuori dagli schemi e dalle cartoline; perciò indimenticabile. Le tinte sono forti, i caratteri psicologici virano al disperato passando per il beffardo (una gogna intrisa di umana pietas), che contribuisce a coinvolgere lo spettatore in un giudizio senza appello sui colpevoli.

La fine. Il colore, la TV ... la TV a colori.

Già al cinema il bianco e nero, come nella fotografia, era diventato da cinema d'essai, per pochi nostalgici appassionati. Purtroppo anche in tv, con l'arrivo del colore non vengono più trasmessi i film noir. Inizia un periodo "colorato" lungo più di venti anni e un'intera generazione perde questa conoscenza.

(5-segue)

 
 

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