Yellow balloons
Quando il fumetto si tinge di giallo
Speciale n.8
Appendice 8: Dalla carta chinata alla
pellicola magnetica
parte III
Chiudiamo la miniserie con due personaggi.
Potremo chiamarli Il buono e il cattivo ma anche L'arguto sapiente e il criminale
giustiziere.
Kriminal
Nell'agosto del 1964 Max Bunker (al secolo Luciano Secchi) per i testi) e
Magnus (all'anagrafe Roberto Raviola)
per i disegni creano la loro prima fortunata collaborazione artistica. Avrebbero
toccato l'apice qualche anno dopo con
Maxmagnus e soprattutto con lo stupendo inimitabile Alan Ford. In seguito, i
testi di Kriminal saranno realizzati anche da Erasmo Buzzacchi e alle matite si
alterneranno diversi disegnatori, buoni imitatori dello stile originario.
Un fumetto che, nel
bene e nel male, venne riconosciuto come in linea col genere sado-horror allora
in voga. Molto gli ha nuociuto, è infatti una serie di qualità superiore, per
originalità ideologica e di sceneggiatura (montaggio da thriller) alle altre
che apparivano in edicola.
Il film (il primo, c'è
un seguito: Il marchio di Kriminal), uscito
nel dicembre del 1966, non fu accolto da
un grande successo di pubblico né in Italia né negli altri paesi in cui fu distribuito.
Avevamo altro a cui pensare: Il buono, il brutto e il cattivo era
nelle sale! I due film danneggiarono molto questo splendido personaggio e
demotivarono gli autori - padri. Divenne prima cult per poche migliaia di
buongustai, poi sparì.
Charlie Chan
Famosissimo personaggio della letteratura poliziesca POP. Nato nel 1925
per opera di Earle D. Biggers, Charlie Chan, ebbe subito grande successo. Con
l'avvento del sonoro il cinema stava conquistando le sale e i fumetti (a
strisce giornaliere) erano su tutti i quotidiani. Nel 1938 iniziarono quasi in
contemporanea fumetti e film. Non fu concorrenza, ma una sinergia che accrebbe
a dismisura il successo delle storie di Chan.
Il fumetto fu affidato alla matita di Alfred Andriola, il miglior
allievo di Milton Carniff. Anche grazie al suo talento il "muso giallo" (così venivano chiamati allora cinesi e giapponesi) rimase subito simpatico a tutti.
Al cinema fu all'inizio interpretato da Werner Oland. La produzione era
della Fox. L'attore, pur sfoggiando una stereotipata faccia da cinese era
svedese. Conquistò il pubblico e la serie continuò anche dopo il suo abbandono
e addirittura dopo la sua morte.
Fine




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