Giallo italiano
1970-2000
Tra pendoli e storie semplici
(1-4)
1987
1987 anno ferale: muore Sarti Antonio! Nell'ultimo romanzo, Stop per Sarti Antonio, un colpo
di pistola in testa, e via!
Viene fatto uccidere dal suo autore che s'era annoiato. Così si
giustifica, Loriano autore assassino, in quanto mandante: "Insomma, le cose gli andavano bene. E andavano bene
anche a me. Sì "ci" andavano bene. Allora perché ammazzarlo? Perché
compiere l’estremo atto, il più odioso che un autore possa compiere sul proprio
personaggio? Ho ammazzato Sarti Antonio perché non lo sopportavo più, perché
sono riusciti a farmelo odiare, perché mi hanno fatto capire il grande divario
fra lui e i suoi colleghi stranieri e infine perché turbava i sonni infantili
della critica specializzata di casa nostra!".
Il
cinema di genere "thriller spaghetti", a forza di raschiare, tocca il
fondo del barile. Caramelle da uno sconosciuto
è uno dei peggiori film del decennio, forse del secolo,
di tutti i generi. L'orlo del baratro e di questi film se ne fecero
sempre di meno (pellicole non di serie B, ma diciamo D!), ma uno, forse mai visto nelle sale, ci interessa!
Nentre la critica esprimeva opinioni sempre
più impietose su Sarti Antonio qualcuno ignorò le caramelle. Fu così scolpita la
pietra tombale di Sarti. Siamo nel 1988, è l'anno dopo la sua morte ufficiale.
Un film a basso costo, non censito né dal Mereghetti, né dal Morandini:
L'archivista. Non ho trovato locandina: qualcosa vorrà dire!
Neppure la serie, del 1991 cin Gianni Cavina,
servirà a ottenere una riabilitazione postuma. Anche la serie a fumetti non
lasciò traccia. Allora: RIP!
1988
Anno contraddittorio il 1988. Umberto eco
pubblica Il pendolo di Foucault. Il marketing Bombiani lo annuncia
giallo: questo è il primo delitto!
Il secondo lo si scopre tentando di leggere
questo "non giallo". L'ha commesso Eco scrivendo un libro difficile, complesso e,
per certi versi, faraginoso. Vende tanto ma a metà '89 scopro di essere uno dei
pochi che, con grande sofferenza l'ha letto. Molto peggio e molto meglio farà
Dan Brown col Codice da Vinci: un plagio pop! E l'Eco che s'incazza!!!
1989
1989, Leonardo Sciascia, deluso dalla politica
(ma che ci s'era messo a fare?) e anche da Todo modo ( metafora allegorica o allegoria metaforica della politica, ma non un giallo!) ci riprova col giallo, quello vero, e risponde, dopo aver studiato le Lezioni Americane di Calvino (sembra che ne avesse avuta copia in lettura in anteprima), con la leggerezza. Esce Una storia semplice. Il racconto, non è neppure il caso di parlare di romanzo breve, inizia così:
Il telefonista di una stazione di polizia, la sera del 18 marzo alle 21:37, riceve una telefonata di un uomo che chiede di poter parlare col questore. Egli annota:
e trasferisce la chiamata al commissario che però in quel momento si
stava infilando il cappotto per uscire. Così il brigadiere, che era
seduto al tavolo vicino, prende la telefonata. L'uomo al telefono gli
fornisce i propri dati, indica il luogo in cui si trova e chiede
l'intervento di una pattuglia della polizia.
Il telefonista di una stazione di polizia, la sera del 18 marzo alle 21:37, riceve una telefonata di un uomo che chiede di poter parlare col questore. Egli annota:
| « L'ora e il nome della persona che telefonava, un certo Giorgio Roccella. Aveva una voce educata, calma, suadente. "Come tutti i folli" pensò il telefonista. » |
Due
anni dopo uscirà il il film.
Secondo me, è più movimentato e forse più esplicativo del libro, che
pure, da molta critica è apprezzato per la sintesi (a me sembra un
geniale, ma per l'eccessiva brevità un bozzetto). La trama del film. rispetto al racconto c'è un antefatto.
Sul traghetto che dall'Italia porta in Sicilia due uomini s'incontrano e conversano brevemente
osservando, tra la foschia, la costa siciliana. Dopo lo sbarco i due uomini si
dividono ed uno (un rappresentante di case farmaceutiche) raggiunge un piccolo
paese alla vigilia della festa di San Giuseppe dove si consuma la tradizione del falò. Quella stessa sera il commissariato del
paese riceve una telefonata da Luca Roccella di Monterosso, un diplomatico in
pensione, per anni vissuto lontano dall'Italia, che invita la Polizia a far
visita alla propria villa e masseria poco distante dal centro abitato.
L'indomani il Brigadiere Lepri, che ha raccolto l'invito telefonico, fa visita
alla villa, e dopo una breve perlustrazione trova il cadavere del diplomatico
riverso sulla propria scrivania. Non siamo ai livelli
di A ciascuno il suo (1967), ma è un film di qualità. Importante per dimenticare
le caramelle!
Per concludere la tabella sintetica del decennio.








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