martedì 14 aprile 2020

CUOCOINDAGA (07)


Quando il cuoco
indaga


storie conviviali  

per ragazzi d'ogni età
offerte da
Oscar Montani
(07)
Quattro

Secondi robusti



Mirko ci doveva aver pensato tutto il pomeriggio. A cena il ragazzo, appassionato lettore di fumetti e di gialli,  fissò Pino. 

« Cuochi detective! Nei gialli, quelli veri, non ce n’è nemmeno uno. » 
Non sapeva che rispondere. Gli andai  in soccorso.  
« Uno ci sarebbe ». 
« Chi? ». 
« Fritz, il cuoco di Nero Wolfe. Non lo conosci? Sai, però chi è Wolfe? ».
Mirko scosse la testa. Samantha invece ci sorprese tutti.
« Io lo so, la nonna ha dei nastri della televisione, in bianco e nero: l’ho visti. Nero Wolfe è un investigatore, antipatico ma intelligente parecchio, parecchio grasso che coltiva orchidee  ».
Mirko non sopportava che la sorella ne sapesse più di lui.  
« Roba vecchia, chi vuoi che la guardi: vecchi e bambini! Roba tedesca: E' meglio Don Matteo, che  è pure a colori e poi c'è Frassica!  ». 
Samantha lo corresse.
« Sei proprio ignorante. Nero è di New York: la sua casa è nella Trentacinquesima Strada, qui sarebbe a Città Giardino. Wolfe non esce mai di casa, ma ha un investigatore, Archie Goodwin, che va in giro per lui a cercare indizi e notizie... e a prendersi le botte!... e comunque, quella che ho visti io è una produzione italiana!  ».
Mi schierai. 
« Brava Samantha, vedo che hai capito il gioco: "il braccio e la mente! Ma in casa, come saprai,   c’è anche Fritz Brenner. Cuoco sopraffino, Fritz è nato in Svizzera e vive al piano terra della grande casa di Nero Wolfe.  Wolfe lo considera  un grande cuoco, anche se “non troppo capace di ispirazione, ma competente ed attento”. La verità vera è che la personalità di Wolfe è ancor più ingombrante del suo corpo, ma Fritz tollera l’invadenza del padrone in cucina. In compenso l’investigatore accetta che lo aiuti a coltivare le orchidee. Cosa davvero speciale: non è facile ottenere l’accesso alla serra attico. »
Mirko non mollava.
« Sì, ma questo Fritz fa il cuoco e basta! ».
Mi stavo divertendo.
« Non sempre. Conosco una storia segreta, mai pubblicata, dove Fritz ha fatto il detective. Me l’ha raccontata il cuoco di uno yacht alla Gran Canaria. Lui l’aveva saputa proprio da Fritz. »
« Ma che dici! E’ un personaggio inventato. »
« Che ne sai, allora sarei inventato anch'io? Ascolta, ti piacerà...   »


Orchidee e salsicce





Una collezione segreta

Fritz Brenner era anche un collezionista di pubblicazioni e attrezzi di cucina. Nel suo appartamentino del piano terra, aveva accumulato una enorme quantità di oggetti: centinaia di libri di cucina, riviste di gastronomia, certificati di qualità dei Touring Club di tutto il mondo e documenti di tutti i tipi. Per non parlare degli attrezzi. Padelle di ghisa, di alluminio, di rame e di acciaio. Vecchie pentole storiche appartenute (a suo dire) ai cuochi di Cesare Augusto e a quelli di Carlo Magno. Tante stranezze:  trofei di concorsi, targhe d’argento per la miglior frittata, strumenti musicali, due pistole a tamburo e una frusta. Tutta roba appartenuta a cuochi famosi. Di alcuni aveva il ritratto o addirittura il mezzobusto: un museo culinario. Un giorno, se reso pubblico, avrebbe attirato migliaia di visitatori.

Quella sera stava godendosi i suoi “tesori”. Si riposava in attesa di preparare la solita cena a due: ad Archie e a Nero. Sentì bussare alla porta. Era Archie.
« Fritz scusa, ma il capo ti vuole subito. »
« Vuole mangiare prima? »
« No, stasera non dovrai cucinare. Anzi vestiti: dovrai uscire. »
Fritz lo guardò per vedere se Archie lo prendesse in giro: non era mai accaduto che Wolfe saltasse un pranzo. Ma il detective era serissimo. Fritz si mise il gilet e la giacca di lana pesante. Prese anche l’impermeabile: un trench stropicciato uguale a quello di Humphrey Bogart. Fino a quella sera non se l’era mai messo. Archie sorrise.
« Incredibile Fritz: sembra tu che sappia di già cosa andrai a fare. Tale e quale Marlowe.  »
Wolfe lo guardò sconsolato. Per un attimo gli venne anche l’idea di ripensarci, poi si decise.
« Fritz, devo affidarti un incarico delicatissimo:   puoi occupartene solo tu. Sai cosa c’è stasera allo Empire State Building? »
« Certo. Un congresso internazionale:  I Cuochi dei Grandi. Una serie di conferenze sulla vita dei cuochi di personaggi famosi e stasera una gara culinaria tra loro. »
« Fritz tu devi andarci. »
« Ma, non ci hanno invitato. »
« Diciamo, che se ne sono ricordati all’ultimo momento. »
« Mio dio! Cosa ho fatto per meritarmi questo premio? Vuole dire che potrò conoscere il Cuoco di Winston Churchill e quello di Reza Pahlavi? »
« Non solo, anche quelli di Marylin Monroe, di Mao e di Charles de Gaulle. »
« Lui lo conosco bene, sei anni or sono ero in Francia, a Montecarlo. Ho seguito un corso di specializzazione sulla preparazione delle crêpe susette senza farina. »
« Come senza farina? »
« Mi scusi. Intendevo senza farina di grano, ma con un misto di altre farine. Per chi ha intolleranza al glutine, insomma. Vengono anche più buone: per ottenere una buona crêpe , il segreto è la cottura. Ci vuole  il "Galèatoire", una spessa piastra circolare in ghisa, e   la "Tournette", la spatola per girarle. »
“Che soddisfazione”. Anche per lui, che tutti credevano  di origine tedesca, pronunciare ogni tanto, un paio di paroline francesi, scatenava ricordi magici! Sorrise fiero il francofono.
« Ovviamente nella mia collezione ho due preziosi pezzi autentici che mi ha regalato proprio lui:  Gaston le Poùlet. Sapete, fui il primo del corso. »

Wolfe e Goodwin erano allibiti. Nero si riprese subito.
« Fritz, ascoltami bene. Doveva partecipare anche il cuoco di Walt Disney. Non ci sarà. O meglio: c’è, ma giace narcotizzato nel letto di   una camera al 27° piano. E’ come morto, ne avrà per più 12 ore almeno. »
« Potztausend!  Chi è stato? »
« E’ quello che dovrai scoprire. »
« Io? »
« Tu, ed avrai solo quattro ore di tempo. La gara di cucina infatti finirà alle 22. »
Fritz era sconvolto. Quando era emozionato riaffiorava il tedesco che gli aveva insegnato la nonna paterna.
« Mein Gott! Perché non ci va Archie? »
« Lo conoscono tutti. Il presidente del Congresso, Leonard Rubinstein mi ha chiesto aiuto, ma anche d’indagare con la massima discrezione e tanta, tanta cautela. C’è la televisione, la radio, la stampa: non bisogna interrompere la manifestazione. Solo che non vuole che dopo si sappia che non ha fatto niente: così ha chiesto aiuto a me. »

Archie lo guardò. Il sorriso voleva essere d’incoraggiamento. Il cuoco lo percepì come una presa di giro.
« Fritz sai come si fa, no. L’ho spiegato e raccontato tante volte: tu vai al congresso e t’intrufoli. Noterai di sicuro qualcosa che non torna e scoprirai l’assassino. »
« Lei lo recita come una ricetta! ma non lo è! Se lo fosse... temo di non essere in grado di cucinarla. »
« Dai! Cerca di farlo per bene: c’è in ballo una parcella di 5.000 verdoni. »






 


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