I trucchi del mestiere
Come
imparare le tecniche base per poter diventare scrittori di gialli, noir
e thriller. Una cassetta degli attrezzi indispensabili per affrontare
la sfida.
Revisione del corso qui proposto nel 2019
Venticinquesima lezione
Il montaggio - 3
La tessitura della suspense
Avevo affermato che la suspense è l'effetto mirato e guidato (il lettore viene condotto a pestare una alla volta le mine!) di un campo minato. In altre parole trappole subliminali nella trama: ricami su un tessuto, che ammaliano e coinvolgono il lettore! Il montaggio è rivolto proprio a questo!
Cerchiamo allora
di individuare ed analizzare i criteri per un montaggio carico di
tensione. Come ho detto e ripetuto più volte la suspense è frutto del
montaggio e di un’accurata composizione
delle parole, delle frasi e dei tempi.
Nessun autore scrive di getto una storia senza poi fare il montaggio, se
lo dice è un bugiardo. Tutti rileggono e aggiustano dopo aver sperimentato il fluire e il montare della tensione.
Le
tecniche sono molte, ma non facili da usare. Prendiamo ad esempio Hopper, il pittore che ha
tanto ispirato Alfred Hitchcok. Nei suoi notturni chi osserva viene
contaminato da quelle solitudini. C'è in quelle immagini un tempo sospeso che contamina le nostre idee...
Come si costruisce la suspense: sette regole d’oro.
1.
E’ uno stato d’attesa: si
cerchi di costruire un crescendo, non solo con le descrizioni delle stato
d’animo, anche con odori, rumori, meglio con visioni di oggetti. Meglio ancora se con caratteristiche anomale. Ricordate il
bicchiere di latte di Hitchcock: brilla come un'opalina?
Alfred
Hitchcock ci aveva messo dentro una lampadina. Bene, se si scrive, come si fa a
metter la lampadina? Una riflessione su questo vale la pena che la
facciano sia gli aspiranti scrittori che i lettori che vogliono esser
"più oltre"!
2.
Non può essere solo attesa: la
storia deve andare avanti. Avete presente il fastidio che si prova quando
veniamo interrotti da qualcuno mentre si parla? I vostri interventi
(accuratamente dosati) non devono provocare fastidio al lettore: sta seguendo una
storia e c’è un’altra storia, parallela e incombente, che man mano vuole
attirare l’attenzione su di se.
Deve arrivare in punta di piedi, senza soluzioni di continuità!
3.
Occorre alimentare la tensione: anche
i pensieri del personaggio narrato (meglio se è narratore) devono contribuire
ad alimentare la tensione. Spesso è il luogo che li descrive, o meglio fa scaturire quelli del lettore!
4.
Giocare
coi tempi: ci
sono due modi: il modo del crescendo “bolero” e
quello della “analessi”.
Nel primo il ritmo è in crescita come nel bolero di Ravel. Si ottiene accelerando i tempi della
narrazione: se il lettore leggesse a voce alta aumenterebbe il ritmo della
respirazione.
Nel secondo si alterna il racconto al presente col ricordo del
passato (anche flahback): il lettore viene posto su due piani temporali
antagonisti e quindi inquietanti.
5.
Dosare le informazioni: Non
anticiparle e non esaurirle. E’ la regola fondamentale di ogni narrazione
gialla moderna. Si lasci al lettore il suo ruolo di “lector in fabula”.
6.
Dare sollievo: dopo
un po’ si deve rilassare il lettore. Introdurre una pausa, un diversivo,
ma senza esagerare, non si deve rilassare del tutto...
Non è
per bontà “letteraria”, è per sadica cattiveria: il lettore rilassato
rimane
meglio irretito nella suspense. Avete presente il gatto col topo?
7.
Ma non totale:non
si deve però dare l’impressione che sia finita. Si lasci qualche traccia,
qualche particolare di secondo piano, ma inquietante.
Così il lettore non si
sente tradito e sta (si mette) più volentieri al (in) gioco.
(venticinquesima lezione - segue)
(Ritorna alla ventiquattresima lezione)









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